Il 22 luglio 2026, nella suggestiva cornice di Palazzo Santo Stefano, si è svolta l’ultima seduta del consiglio provinciale sotto la guida di Sergio Giordani. Con un intervento breve ma intenso, il presidente ha annunciato il suo commiato, ringraziando i consiglieri e tracciando un bilancio dei suoi quattro anni alla guida dell’ente.
Giordani, alla guida della Provincia di Padova dal 2026, ha sottolineato l’impegno profuso nel suo ruolo e il rapporto costruito con i rappresentanti del consiglio e le persone incontrate lungo il percorso. “Ho trovato amicizia, dirigenti capaci e bravi”, ha affermato, evidenziando la collaborazione e la lealtà ricevute.
Un bilancio positivo e riflessioni sul futuro
Nel suo discorso, Giordani ha riflettuto sul ruolo della Provincia, ammettendo di aver cambiato idea inizialmente. “Ho cambiato idea sulla Provincia: all’inizio pensavo fosse un ente inutile, invece è utilissimo”, ha dichiarato. Ha espresso il desiderio che la Provincia torni a essere un ente votato dai cittadini, sottolineando l’importanza della partecipazione democratica.
Guardando ai risultati raggiunti, il presidente ha ricordato come l’ente abbia potuto beneficiare di circostanze favorevoli, come il PNRR che ha permesso di realizzare importanti interventi. “Abbiamo avuto anche un po’ di fortuna, il PNRR ci ha permesso di sistemare edifici come scuole, infrastrutture e altro”, ha ricordato.
Un minuto di silenzio per Mariella Mazzetto
Prima dell’annuncio, Giordani ha voluto rivolgere un pensiero a Mariella Mazzetto, scomparsa nel pomeriggio del 21 luglio e componente del Consiglio negli anni tra il 2014 e il 2017. Ha invitato l’assemblea a osservare un minuto di silenzio in sua memoria, un gesto che ha toccato profondamente i presenti.
Al momento, non sono state date anticipazioni sul rinnovo della carica, che scadrà il prossimo 10 settembre. Il futuro della Provincia di Padova rimane quindi incerto, ma il bilancio di Giordani lascia un segno positivo e riflessivo.
La querela contro l’attivista ambientalista
In un contesto diverso, Sergio Giordani ha recentemente deciso di querelare Gianluca Stefani, un attivista ambientalista noto nella politica padovana. La decisione è stata presa dopo che Stefani ha pubblicato commenti pesanti sui social media, coinvolgendo anche i familiari di Giordani.
“Non posso tollerare che si mettano in mezzo i miei figli e miei nipoti. Anche sui social certi limiti non vanno superati”, ha dichiarato Giordani. La querela è stata presentata dopo che Stefani ha scritto post critici sulla realizzazione del nuovo centro logistico del gruppo Alì nell’area di Camin, accusando Giordani di corruzione e di aver ricevuto finanziamenti illeciti.
Stefani, noto come “Il signore degli alberi” nel centrosinistra padovano, ha respinto le accuse, affermando di aver citato una frase di Giovanni Falcone sulla necessità che la politica si liberi dai condizionamenti esterni. “Io mi aspetto che la politica a Padova si faccia a palazzo Moroni e non nel palazzo di giustizia”, ha dichiarato Stefani, promettendo di difendersi in tribunale.
La vicenda ha acceso un dibattito sulla libertà di espressione e sui limiti della critica politica, con Giordani che ha sottolineato l’importanza di rispettare i confini della civiltà e della lealtà.



