I rappresentanti delle cooperative vitivinicole siciliane si sono incontrati ieri a Catania con l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino presso il Palazzo della Regione per valutare l’entità dei danni alla produzione e discutere le misure da adottare. L’incontro ha avuto come fulcro la proposta di una distillazione di crisi da attivare in via emergenziale per fronteggiare la bassa qualità delle uve rilevata prima della vendemmia 2026.
Nel corso del confronto sono emerse le cause principali della crisi qualitativa: la presenza della cicalina e diverse fisiopatie che hanno compromesso la maturazione degli acini, con impatti più gravi sui vitigni a bacca rossa. Le associazioni di categoria si sono impegnate a formalizzare entro la settimana un pacchetto di proposte indirizzato all’Assessorato per limitare le perdite e attivare gli strumenti finanziari necessari.
Incontro a Catania: contenimento della crisi e programmazione
L’appuntamento al Palazzo della Regione ha messo in luce la volontà delle cooperative di passare rapidamente dalle constatazioni alle azioni concrete. Durante la riunione l’assessore Sammartino ha ascoltato le segnalazioni tecniche e produttive e ha concordato sulla necessità di un intervento straordinario. I partecipanti hanno sottolineato come, prima della vendemmia 2026 sia stata documentata una scarsa maturazione delle uve che rende il prodotto non idoneo alla normale commercializzazione, aumentando il rischio di perdite economiche diffuse nel settore.
Richiesta di distillazione di crisi e tempistiche
Tra le misure proposte, la più urgente è la distillazione di crisi intesa come procedura straordinaria per trasformare il vino di scarsa qualità in prodotti alternativi e recuperare valore economico. Le associazioni di categoria presenteranno in assessorato un pacchetto dettagliato di richieste entro la settimana; l’obiettivo è definire le modalità operative e individuare le risorse necessarie per avviare il processo. L’assessore si è impegnato a portare la questione all’attenzione dell’Assemblea regionale siciliana per ottenere il supporto finanziario indispensabile.
Cause agronomiche verificate e impatto sui vitigni
Nel corso degli scambi tecnici è stata posta particolare attenzione alla cicalina un insetto indicato come fattore decisivo nel calo qualitativo. Le cooperative hanno evidenziato che la diffusione dell’insetto, unita a diverse fisiopatie delle piante, ha impedito il corretto sviluppo degli acini e la completa maturazione, con conseguenze più marcate sulle varietà a bacca rossa. Questo quadro ha reso la vendemmia del 2026 critica su più fronti: qualità, resa e valore di mercato del raccolto.
Gli operatori hanno inoltre condiviso osservazioni sul terreno e sulle condizioni climatiche che hanno favorito la proliferazione dei problemi fitosanitari. Sebbene l’analisi dettagliata di ogni azienda richieda ispezioni mirate, il quadro complessivo emerso dall’incontro giustifica la valutazione di misure d’urgenza per evitare un impatto sistemico sull’economia vitivinicola dell’isola.
Focus sui vitigni a bacca rossa
Le cooperative hanno segnalato che i vitigni a bacca rossa sono stati i più colpiti in termini di qualità sensoriale e chimica delle uve. Questo elemento preoccupa non solo per le perdite immediate, ma anche per la possibile ricaduta sulla reputazione di alcuni vini locali. La distillazione di crisi viene proposta come strumento per limitare danni economici e logistici, consentendo al contempo alle aziende di pianificare interventi fitosanitari e di recupero mirati per le stagioni successive.
L’assessore Sammartino ha raccolto le richieste e ha dichiarato l’intenzione di promuovere il dossier presso l’Assemblea regionale siciliana con lo scopo di reperire le risorse necessarie e definire eventuali decreti urgenti per velocizzare gli interventi. La piena attuazione della misura dipenderà però dall’esito delle proposte tecniche che le associazioni presenteranno questa settimana all’assessorato.
Le prossime mosse concrete saranno la consegna del pacchetto di proposte da parte delle cooperative e la discussione formale presso l’Assemblea regionale siciliana per il reperimento dei fondi destinati alla distillazione di crisi.



