16 Giugno 2026 🌤 23°

Mafia a Palermo: il figlio del boss cerca lavoro dal padre di una vittima

Un'indagine antimafia svela un inquietante intreccio tra il boss Raffaele Galatolo e l'ex consigliere Mimmo Russo, con una richiesta di lavoro per il figlio del capomafia.

Mafia a Palermo: il figlio del boss cerca lavoro dal padre di una vittima

In un’inchiesta che ha portato a 13 arresti e 45 indagatiemerge un inquietante intreccio tra il boss Raffaele Galatolo e l’ex consigliere comunale Mimmo Russo. Le intercettazioni rivelano come Galatolo, nonostante fosse in permesso premio, continuasse a gestire le operazioni del clan Acquasanta-Arenella.

Tra le rivelazioni più scioccanti, la richiesta di un posto di lavoro per il figlio del boss, Angelo Galatoloindirizzata a Antonio Dominopadre di Claudio Dominol’11enne ucciso dalla mafia nel 1986. Una richiesta che ha riaperto ferite profonde nella storia di Palermo.

Le intercettazioni che svelano i legami tra mafia e politica

Le intercettazioni hanno catturato conversazioni tra Galatolo e Russo, dove emerge chiaramente il tentativo di sfruttare le relazioni politiche per trovare un impiego per il figlio del boss. Una delle frasi più significative è: “Minc.. lo portasti da quello che fa antimafia”.

Questa richiesta è stata indirizzata proprio ad Antonio Domino, un imprenditore che ha perso suo figlio in un agguato mafioso. Una situazione che ha suscitato grande scalpore e indignazione, soprattutto considerando che Russo era già stato arrestato nel 2026.

Il rapporto tra Ninni Domino e Mimmo Russo

Ninni Domino, fratello di Antonio, ha dichiarato: “Conosco Mimmo Russo da almeno 40 anni. Lui c’era quando mio figlio Claudio…”. Questa testimonianza sottolinea la lunga e complessa relazione tra le famiglie coinvolte e il mondo mafioso.

La vicenda ha riportato alla luce una delle pagine più oscure della storia mafiosa di Palermo, evidenziando come i legami tra criminalità organizzata e politica possano essere profondi e radicati.

Le conseguenze dell’inchiesta

L’inchiesta ha portato all’arresto di 8 persone in carcere e 5 ai domiciliaricoinvolgendo anche esponenti della famiglia mafiosa dell’Acquasanta-Arenella. Questo blitz antimafia ha restituito uno spaccato preoccupante dei rapporti tra il boss Galatolo e l’ex consigliere Russo.

La richiesta di lavoro per il figlio del boss al padre di una vittima della mafia rappresenta un simbolo potente delle dinamiche di potere e controllo che caratterizzano ancora oggi certi ambienti.

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