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Arrestato 63enne a Monreale: cocaina nascosta in veranda grazie al fiuto di “Dea”

Un'ordinaria serata estiva si è trasformata in un'operazione antispaccio a Monreale, dove il fiuto del cane antidroga “Dea” ha svelato un nascondiglio ingegnoso di cocaina.

Arrestato 63enne a Monreale: cocaina nascosta in veranda grazie al fiuto di “Dea”

In una tranquilla serata di agosto, un’ordinaria veranda di una casa nella frazione Aquino di Monreale è diventata il centro di un’operazione antispaccio. I Carabinieri della Stazione di Monreale, supportati dal Nucleo Cinofili di Villagrazia di Palermo e dal cane antidroga “Dea” hanno arrestato un 63enne già noto alle forze dell’ordine per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è scattata dopo che i militari, in abiti civili, hanno assistito alla cessione di una dose di cocaina a un uomo di 57 anni. L’acquirente è stato segnalato alla Prefettura di Palermo come assuntore di sostanze stupefacenti. Entrambi gli uomini sono stati bloccati e l’abitazione del 63enne è stata perquisita con l’ausilio dell’unità cinofila.

Il nascondiglio ingegnoso svelato dal fiuto di “Dea”

Il cane antidroga “Dea” ha guidato i Carabinieri verso un nascondiglio ingegnoso ricavato dietro una tavola di legno fissata alla parete della veranda. Dietro questa struttura apparentemente innocua, i militari hanno trovato 25 dosi di cocaina e un bilancino di precisione. Un secondo nascondiglio, realizzato dietro un’altra tavola agganciata al muro di una dependance esterna, conteneva altre due confezioni della stessa sostanza.

Durante la perquisizione, sono stati sequestrati anche materiale per il confezionamento delle dosi e 2.300 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. La sostanza stupefacente sequestrata è stata inviata al Laboratorio per le Analisi delle Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo per gli accertamenti qualitativi e quantitativi.

L’arresto e il trasferimento in carcere

Il 63enne, su disposizione dell’Autorità giudiziaria e considerati i suoi precedenti specifici, è stato trasferito nella casa circondariale Pagliarelli di Palermo. L’operazione ha messo in luce l’importanza delle unità cinofile nel contrasto al traffico di droga, dimostrando come il fiuto di “Dea” possa essere decisivo nel svelare nascondigli sofisticati.

Questa vicenda sottolinea l’impegno costante delle forze dell’ordine nel monitorare e contrastare il traffico di sostanze stupefacenti, utilizzando tecnologie e risorse avanzate come i cani antidroga. Un esempio concreto di come l’innovazione e la professionalità possano fare la differenza nella lotta alla criminalità.

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