9 Settembre 2026 ☀ 26°

Bar Cherì di Palermo crivellato da colpi di kalashnikov: terza intimidazione in un mese

Il bar Cherì allo Zen di Palermo è stato colpito da una raffica di colpi di kalashnikov, l'ennesimo atto di intimidazione in un mese. La polizia indaga.

Bar Cherì di Palermo crivellato da colpi di kalashnikov: terza intimidazione in un mese

Palermo si trova nuovamente al centro di una spirale di violenza che sembra non voler cessare. Il bar Cherì, situato nel quartiere Zen, è stato colpito da una raffica di colpi di kalashnikov, l’ennesimo atto di intimidazione in un mese. La situazione sta diventando insostenibile, e la città chiede a gran voce una risposta concreta.

La notte del 6 luglio 2026, intorno a mezzanotte e mezza, diversi colpi di kalashnikov sono stati esplosi contro le vetrate del bar Cherì. A terra, sull’asfalto, la polizia ha recuperato una ventina di bossoli. Questo è il terzo episodio in appena venti giorni, un segnale preoccupante che indica una escalation di violenza nel quartiere.

Una serie di intimidazioni sempre più aggressive

Il 17 giugno, davanti al bar Cherì, erano stati piazzati un petardo, alcune bottiglie contenenti benzina e un foglietto con una richiesta di estorsione di cinquemila euro. Una settimana dopo, il 24 giugno, alcuni giovani avevano dato fuoco ai condizionatori esterni del bar. I danni erano rimasti limitati alla parte esterna, ma il messaggio era chiaro: il bar Cherì è nel mirino del racket.

Adesso, con l’uso dell’Ak-47, la situazione è diventata ancora più grave. I proiettili hanno colpito la facciata laterale del bar, infrangendo i vetri nella zona vicina ai condizionatori. Dopo aver aperto il fuoco, chi ha sparato potrebbe essersi dileguato imboccando via Marco Fanno, una strada buia e senza telecamere di videosorveglianza.

Le indagini della polizia

Sul posto sono immediatamente intervenute le volanti della polizia, insieme al personale della Scientifica per i rilievi. Gli agenti hanno transennato l’area per repertare la ventina di bossoli e analizzare la traiettoria dei colpi. Le indagini sono in corso per cercare di dare un volto e un nome ai responsabili, anche grazie all’ausilio degli occhi elettronici.

La polizia sta lavorando senza sosta per identificare i responsabili di questi atti di intimidazione. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza sono state acquisite e stanno essendo analizzate. Tuttavia, la strada buia e senza telecamere dove i colpi sono stati esplosi rende il compito più difficile.

Un messaggio di terrore per la comunità

Questi atti di violenza non sono solo attacchi contro un singolo bar, ma un messaggio di terrore per l’intera comunità. Il bar Cherì è un punto di riferimento nel quartiere Zen, e questi attacchi stanno creando un clima di paura e insicurezza.

Le intimidazioni non sono solo un problema per il proprietario del bar, ma per tutti coloro che vivono e lavorano nel quartiere. La paura di essere i prossimi nel mirino è palpabile. La comunità chiede protezione e sicurezza, e la polizia sta facendo il possibile per rispondere a queste richieste.

La situazione a Palermo è critica, e la città ha bisogno di una risposta concreta e immediata. Le parole non bastano più, servono fatti. La comunità del quartiere Zen e l’intera città di Palermo chiedono giustizia e sicurezza.

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