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Biagio Conte, il ‘poverello’ di Palermo ora sul piccolo schermo

Un film che segue la straordinaria scelta di Biagio Conte, ex figlio di una famiglia benestante, di vivere tra gli ultimi di Palermo.

Biagio Conte, il ‘poverello’ di Palermo ora sul piccolo schermo

Il prossimo 11 ottobre Rai1 dedica la prima serata a Biagio Conte il palermitano che, ispirandosi a San Francesco, ha rinunciato a una vita di privilegi per abbracciare la povertà più assoluta. Il film, intitolato Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte offre al pubblico un ritratto intenso di un uomo che, a partire dal 1991, ha trasformato le strade degradate di Palermo in spazi di accoglienza.

Una produzione corale al cuore di Palermo

La sceneggiatura è opera di Costanza Quatriglio che dirige anche il progetto, e di Stefano Rulli. Il ruolo di Biagio è affidato all’attore locale Alessio Vassallo il cui impegno fisico ha incluso una drastica perdita di peso per rispecchiare i lunghi digiuni del protagonista. Accanto a lui, il cast conta Donatella FinocchiaroAntonio Catania e Alessandra Fazzino quest’ultima nei panni dei genitori di Biagio. La produzione è curata da Gloria Giorgianni per l’azienda Anele, in collaborazione con Rai Fiction e numerosi enti pubblici siciliani, tra cui la Regione e la Sicilia Film Commission.

Biagio Conte: da eredità familiare alla povertà volontaria

Nato in una famiglia di imprenditori, Biagio ha ricevuto una formazione solida, un futuro brillante e tutti i comfort di una vita agiata. All’età di ventidue anni, però, decide di intraprendere un pellegrinaggio ad Assisi, dove il pensiero di San Francesco accende in lui una crisi di senso che lo spinge a tornare a Palermo non come cittadino di classe, ma come fratello degli ultimi. Abbandona la casa, il lavoro e persino gli abiti di buona fattura, scegliendo di vivere con i senzatetto e di offrire loro il proprio corpo come strumento di protesta.

Il corpo come segno di testimonianza

Biagio ha organizzato marce, digiuni prolungati e lunghe attese davanti alle porte delle istituzioni per chiedere spazi di accoglienza. I digiuni, spesso di dieci giorni senza cibo né acqua, erano un atto di sacrificio mirato a far emergere la dignità degli emarginati. Questo approccio, definito da chi lo ha conosciuto “revoluzionario”, ha ridotto la distanza tra chi aiuta e chi viene aiutato, creando una relazione di pari condivisione.

La Missione di Speranza e Carità: eredità di un ‘poverello’ moderno

Nel 1991 Biagio fonda la Missione di Speranza e Carità un centro che, sotto la guida di don Pino Vitrano continua a offrire rifugio, cibo e assistenza psicologica a chi vive ai margini della società siciliana. La missione non si limita all’assistenza materiale: promuove anche il reinserimento sociale, favorendo la partecipazione dei beneficiari a progetti di formazione e lavoro. Il film mostra come, grazie all’impegno di Biagio, vecchi capannoni fatiscenti siano stati ristrutturati con l’aiuto di volontari e persino di persone senza fissa dimora, trasformandoli in cucine comunitarie e dormitori.

Le testimonianze raccolte durante le riprese sottolineano l’intensità del legame creato. Vassallo ricorda con emozione un momento in cui una bambina della comunità, notando il suo arrivo, gli sussurra “bentornato!”. Alcuni abitanti di Palermo, incuriositi dal progetto, hanno salutato il set come se Biagio fosse ancora presente, dimostrando quanto la sua figura sia diventata parte del tessuto urbano.

Impatto culturale e messaggi di speranza

Il regista Quatriglio ha voluto evitare la trasformazione di Biagio in un semplice “santino”. Al contrario, il film esplora il suo rapporto verticale con Dio espresso attraverso il simbolo del saio verde, ma lo contestualizza in una azione concreta di volontariato. Donatella Finocchiaro interpreta Rosa, una donna vittima di violenza domestica che trova rifugio nella comunità e collabora con Biagio: la sua storia evidenzia come il gesto di accoglienza possa diventare uno strumento di guarigione. In una città segnata dalla mafia e dalle sue stragi la vicenda di Biagio rappresenta un punto di rottura, una dimostrazione pratica di solidarietà che ispira ancora oggi.

Leonardo Ferrara di Rai Fiction ha sottolineato che raccontare una storia di tale umanità e spiritualità è fondamentale per una società in crisi. Il film, L’evento di presentazione al Teatro Massimo, con la partecipazione del presidente Mattarella, ha rafforzato l’idea che la generosità di Biagio Conte sia un patrimonio da valorizzare anche al di fuori dei confini siciliani.

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