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Daisy Award a Palermo: i volti degli infermieri che fanno la differenza

Storie di empatia, coraggio e assistenza che hanno portato al conferimento dei Daisy Award a infermieri di Palermo e provincia

Daisy Award a Palermo: i volti degli infermieri che fanno la differenza

La scena si è svolta al Teatro Politeama, dove l’Ordine provinciale degli Infermieri di Palermo ha celebrato con emozione l’edizione 2026 dei Daisy Award. L’evento, svoltosi il 25 maggio, ha messo al centro storie di cura che dimostrano come la professione infermieristica non sia solo tecnica ma anche relazione. In platea, familiari, colleghi e rappresentanti delle istituzioni hanno ascoltato testimonianze che hanno trasformato la serata in un momento di riconoscimento collettivo per quei professionisti che ogni giorno fanno la differenza.

La cerimonia è stata arricchita da interventi istituzionali e da momenti artistici che hanno sottolineato il valore sociale dell’assistenza sanitaria. Il Daisy Award è stato assegnato a infermieri operanti in strutture ospedaliere, territoriali e assistenziali di Palermo e provincia; la platea ha ascoltato storie che alternavano tensione, sollievo e gratitudine. L’atmosfera ha messo in luce come, dietro ogni riconoscimento, ci sia una relazione costruita con pazienti e famiglie, fondata su empatia e capacità professionale.

Le storie che hanno guidato la premiazione

Dietro ogni nome premiato c’è una vicenda umana intensa: una paziente che affronta la chemioterapia trovando conforto in un sorriso, un uomo rimasto mesi in terapia intensiva e una giovane con una diagnosi che ha cambiato il cammino di vita. A queste vicende si aggiungono episodi di assistenza quotidiana in reparti di risveglio e interventi domiciliari su isole raggiunte nonostante il mare in tempesta. Queste storie sono state presentate da parenti, pazienti e colleghi e hanno spiegato perché la qualità delle cure non si valuta solo sulle competenze tecniche ma anche sulla capacità di offrire presenza e dignità.

Volti e testimonianze

Al centro delle testimonianze ci sono nomi come Giulia Buffa, ricordata per l’accoglienza dolce e professionale con cui ha accompagnato una paziente al primo ciclo di chemioterapia; Fabiana Grippi, che ha sostenuto per mesi un paziente in condizioni critiche e la sua famiglia; e Martina Polizzi, che ha supportato con delicatezza una ragazza adolescente durante un percorso complesso. Ogni racconto ha evidenziato il valore di competenze relazionali affiancate a quelle cliniche: il ruolo dell’infermiere diventa così anche quello di facilitatore emotivo, oltre che tecnico.

Premiati e riconoscimenti speciali

La lista delle persone premiate nell’edizione 2026 include Martina Polizzi (Policlinico di Palermo), Salvatore Polito (ospedale di Termini Imerese), Giulia Buffa (La Maddalena), Daniela Padua (Villa Sofia-Cervello), Marilena Liberti (Giglio di Cefalù), Vincenzo Gibiino (Buccheri La Ferla), Fabiana Grippi (Villa Maria Eleonora), Jessica Furceri (OSA), Giuseppe Fanara (OSA), Emanuele Miraglia (Samot), Davide Vicari (Ismett) e Rita Liotta (Lega del Filo d’Oro). Durante la serata sono stati inoltre consegnati riconoscimenti speciali a squadre e singoli per interventi in emergenza, a operatori intervenuti durante un incendio e a professionisti impegnati nell’emergenza a Lampedusa, oltre al premio alla carriera conferito a Maria Plescia.

Il valore pratico dei riconoscimenti

I premi speciali hanno sottolineato azioni concrete: dalla capacità di gestire emergenze al pronto intervento che ha salvato una vita durante un evento sportivo, fino all’impegno territoriale per fronteggiare crisi migratorie. Questi premi vogliono evidenziare non solo l’eccellenza individuale ma anche la resilienza e la capacità organizzativa delle strutture sanitarie. Il riconoscimento diventa così uno strumento per valorizzare buone pratiche e incentivare modelli di assistenza che possono essere replicati e diffusi.

Origini del premio e estensione territoriale

Il Daisy Award nasce negli Stati Uniti su iniziativa della famiglia di J. Patrick Barnes, scomparso nel 1999, ed è concepito per premiare chi, oltre alla competenza, dimostra grande umanità nell’assistenza. In Italia il premio ha assunto diverse forme e, a partire dall’edizione 2026, è stato esteso per volontà del presidente dell’Ordine degli Infermieri di Palermo a tutti gli operatori infermieristici delle strutture della città e della provincia, superando l’iniziale ambito limitato ad alcune realtà ospedaliere. Questa evoluzione ha permesso di riconoscere professionalità diffuse e mettere in luce il valore del lavoro quotidiano di molte équipe.

Perché queste storie contano per la comunità

Le testimonianze raccolte al Politeama mostrano che l’assistenza efficace è fatta di ascolto, rispetto e attenzione ai bisogni delle persone; elementi che i cittadini riconoscono come essenziali. Figure istituzionali e rappresentanti dell’ordine professionale hanno ricordato l’importanza di continuare a sostenere questi professionisti, anche attraverso formazione e riconoscimenti pubblici. L’evento ha confermato che premiare la cura significa non solo onorare singoli gesti, ma rafforzare la fiducia della comunità nel sistema sanitario locale.

Chi ha seguito la serata è uscito con la consapevolezza che dietro ogni premio c’è una storia che merita attenzione e memoria. Le vicende raccontate al Politeama hanno confermato che gli infermieri rappresentano un pilastro imprescindibile per la salute pubblica, portando avanti con dedizione competenze tecniche e una componente umana spesso decisiva per il percorso di cura. La speranza è che iniziative come questa continuino a valorizzare la professione e a ispirare nuove generazioni di operatori sanitari.

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