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Difterite in Italia: il caso di Palermo e l’importanza della vaccinazione

Una bambina di quattro anni è morta a Palermo per difterite. Scopriamo insieme i dettagli del caso e perché la vaccinazione è fondamentale per prevenire questa malattia

Difterite in Italia: il caso di Palermo e l’importanza della vaccinazione

La tragica morte di una bambina di quattro anni a Palermo per difterite ha riportato l’attenzione su una malattia che si pensava fosse stata debellata. La piccola non era stata vaccinata, un fatto che ha riacceso il dibattito sull’importanza delle vaccinazioni. La difterite, causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae è una malattia altamente contagiosa che può diventare potenzialmente mortale a causa della tossina che produce.

Il caso di Palermo e l’importanza della vaccinazione

L’Istituto superiore di sanità ha confermato la diagnosi di difterite per la bambina morta all’Ospedale dei Bambini di Palermo. Le analisi hanno rilevato la presenza del batterio e del gene della tossina responsabile della malattia. Questo caso ha messo in luce l’importanza della vaccinazione, che è l’unico strumento efficace per prevenire la difterite. La vaccinazione contro la difterite è contenuta nel vaccino esavalente, previsto dal calendario vaccinale pediatrico, ed è considerata sicura ed efficace.

La storia della vaccinazione contro la difterite

Prima della diffusione della vaccinazione, la difterite causava circa 2000 decessi l’anno tra i bambini fino a cinque anni in Italia. Grazie ai programmi vaccinali, la mortalità infantile per difterite è stata drasticamente ridotta. L’Istituto superiore di sanità ha stimato che dal 1939 al 2015 la vaccinazione contro la difterite avrebbe consentito di prevenire circa due milioni di casi ogni anno.

La bufala del legame tra vaccini e autismo

Il caso di Palermo ha anche riportato alla luce la bufala del presunto legame tra vaccinazioni e autismo. Questa ipotesi, avanzata alla fine degli anni Novanta in uno studio britannico pubblicato su The Lancet, è stata successivamente smentita da numerose ricerche condotte in Europa e negli Stati Uniti. Gli stessi autori dello studio hanno ritirato le loro conclusioni e nel 2010 The Lancet ha ritirato formalmente l’articolo. L’Istituto superiore di sanità ha chiarito che non c’è alcuna correlazione tra vaccino e autismo, richiamando una revisione dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha preso in esame 57 studi pubblicati tra il 2010 e il 2026.

La difterite: sintomi e trasmissione

La difterite è un’infezione altamente contagiosa che si localizza generalmente a livello del naso, delle tonsille e dell’ugola. I sintomi generalmente compaiono tra due e cinque giorni dopo l’infezione e possono includere la formazione di una membrana grigio-biancastra sulla gola e sulle tonsille, mal di gola, raucedine, ingrossamento dei linfonodi del collo, difficoltà respiratorie, secrezioni nasali, febbre, brividi e forte stanchezza. In alcuni casi, tuttavia, l’infezione può presentarsi con sintomi lievi o persino senza sintomi. Anche queste persone possono trasmettere il batterio e sono definite portatrici sane.

La difterite è oggi molto rara in Italia e in Europa, ma continua a essere presente in alcune aree del mondo, tra cui parti del Sud-Est asiatico, dell’Africa e del Brasile. L’immunizzazione contro la difterite è raccomandata nel primo anno di vita, con richiami successivi nell’infanzia e nell’adolescenza. In età adulta è raccomandato un richiamo ogni dieci anni. L’Istituto superiore di sanità ha sottolineato che l’elevata efficacia della protezione vaccinale resta lo strumento principale per prevenire il ritorno della difterite e le sue conseguenze più gravi.

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