La tragedia che ha colpito Palermo ha scosso l’intera nazione. La piccola Anna Rosa, di soli quattro anni, ha perso la vita a causa di una malattia che si pensava ormai debellata: la difterite. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha confermato che i campioni prelevati dall’Arnas Civico di Palermo sono risultati positivi al Corynebacterium diphtheriae e al gene della tossina respiratoria, responsabile del decesso della bambina.
Dal 17 agosto, l’Asp di Palermo ha attivato tutti i protocolli di sanità pubblica previsti, tra cui l’indagine epidemiologica, il tracciamento dei contatti e la verifica dello stato vaccinale. Nonostante l’attivazione di queste misure, non sono stati segnalati nuovi casi oltre ai due già noti.
La difterite: una malattia insidiosa
La difterite è un’infezione altamente contagiosa causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Anche se localizzata nel naso, nelle tonsille o nell’ugola, può diventare mortale a causa della tossina che i batteri producono. Questa tossina si diffonde attraverso il sangue, danneggiando gravemente organi vitali come il cuore, il fegato, i reni e il sistema nervoso.
I sintomi della difterite si manifestano generalmente tra i 2 e i 5 giorni dopo l’infezione e possono includere una membrana grigio-biancastra che copre la gola e le tonsille, mal di gola, raucedine, linfonodi ingrossati nel collo, difficoltà respiratorie, secrezione nasale, febbre e brividi. In alcuni casi, l’infezione può essere asintomatica, rendendo le persone portatrici sane e inconsapevoli del rischio che rappresentano per gli altri.
Chi è a rischio?
Le persone più a rischio di contrarre la difterite sono i bambini e gli adulti non vaccinati o con vaccinazioni non aggiornate. Anche i viaggiatori diretti in zone dove la malattia è endemica, come il Sud-Est asiatico, l’Africa e il Brasile, devono prestare particolare attenzione. Fortunatamente, in Italia e in Europa i casi di difterite sono molto rari grazie ai programmi vaccinali.
L’importanza della vaccinazione
L’Iss ribadisce che il vaccino contro la difterite, incluso nel vaccino esavalente obbligatorio, è sicuro ed efficace. Grazie ai programmi vaccinali, i decessi per difterite, che negli anni Cinquanta erano circa 2.000 l’anno tra i bambini sotto i 5 anni, sono scesi a zero dalla fine degli anni Settanta al 2015. Dal 1939 al 2015, la vaccinazione ha evitato circa 2 milioni di casi l’anno.
Il calendario vaccinale prevede la vaccinazione dei bambini nel primo anno di vita, con richiami nel sesto e nel dodicesimo anno. Successivamente, è raccomandato un richiamo ogni 10 anni. L’Iss sottolinea anche che non esiste alcuna correlazione tra vaccini e autismo, come confermato da una revisione dell’Oms su 57 studi condotti tra il 2010 e il 2026.
Le indagini e le misure adottate
Le autorità sanitarie stanno conducendo un’indagine epidemiologica per risalire al paziente zero ovvero la persona che ha trasmesso la malattia, e tracciare tutti i contatti. Sono state adottate misure di profilassi necessarie e verificate le condizioni cliniche delle persone nella rete dei contatti. Almeno dieci tamponi sono risultati positivi alla difterite tra i familiari della piccola Anna Rosa, ma le persone risultate positive, principalmente minori, stanno bene perché vaccinate.
Il cuginetto di Anna Rosa, ricoverato dopo aver contratto la difterite, sta migliorando. Il piccolo è stato vaccinato e si trova in isolamento insieme ai genitori. La Procura ha iscritto i familiari della bambina nel registro degli indagati per omicidio colposo. Il parroco del quartiere Zen, dove viveva la famiglia, ha espresso solidarietà e comprensione, sottolineando che non si tratta di un pregiudizio ideologico contro i vaccini, ma di persone che necessitano di supporto.
La tragedia di Palermo ha spinto molte famiglie catanesi a controllare la copertura vaccinale dei figli e a richiedere nuove somministrazioni. L’Asp di Catania ha ampliato l’accesso senza prenotazione per la prima vaccinazione nei primi mesi di vita, includendo anche i bambini nati nel 2026.



