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Due sorelle ritrovate a Formia dopo quattordici giorni di ricerche

Due sorelle di 16 e 12 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena sono state trovate a Formia nella zona di Rio Fresco e trasferite in una sistemazione protetta; le ricerche, coordinate tra Procure e forze dell'ordine, sono durate quattordici giorni

Due sorelle ritrovate a Formia dopo quattordici giorni di ricerche

Le due sorelle adolescenti, di 16 e 12 anni, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugnosono state ritrovate nella città di Formianel Lazio. Dopo quattordici giorni di ricerche che hanno coinvolto forze dell’ordine e soccorso civile, il recupero è avvenuto nell’abitazione di una parente nella zona di Rio Fresco – Scacciagalline. Le ragazze sono state giudicate in buone condizioni di salute e avviate a una sistemazione protetta in attesa degli sviluppi giudiziari.

Coordinamento investigativo e attività sul territorio

Le operazioni che hanno portato al ritrovamento sono state condotte dai Carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila con il supporto del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) e del Comando provinciale di Latina. Le attività sul campo erano coordinate con i pubblici ministeri: il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angeloè stato presente sul posto per seguire le fasi dell’intervento, mentre le perquisizioni e le verifiche che hanno interessato il sud del Lazio erano state disposte dal procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci. Il procuratore Fucci ha sintetizzato la priorità investigativa con una frase chiave: “Prima di tutto c’è la messa in sicurezza delle ragazze“.

Perquisizioni e ricostruzione delle ricerche

Le attività investigative hanno incluso ispezioni di casolari, appartamenti e spostamenti mirati nelle aree tra Lazio e Abruzzo. Come spiegato dagli investigatori impegnati, “Stavamo facendo delle perquisizioni in casolari e appartamenti sul mio territorio“, frase che sottolinea il carattere operativo e concentrato delle verifiche. Il lavoro congiunto tra Procure e reparti specializzati ha permesso di restringere il campo delle ricerche fino all’individuazione dell’abitazione della parente materna dove le ragazze erano state localizzate.

Dettagli sulle ragazze, il contesto familiare e la gestione successiva

Le minori, identificate come Alisya (16 anni) e Sarah (12 anni), provengono da Minturno e si trovavano in comunità da quando un provvedimento giudiziario aveva disposto l’allontanamento dai genitori. La vicenda familiare era già oggetto di provvedimenti: precedenti decisioni del tribunale avevano rimosso la responsabilità genitoriale a causa di accuse rivolte al padre per presunti maltrattamenti e alla madre per comportamenti ritenuti manipolativi. In questo quadro, il ritorno delle ragazze al territorio laziale e il loro rinvenimento in casa di una parente hanno innescato immediatamente le procedure per tutelare i minori e accertare ogni responsabilità penale.

Sistemazione e tutela temporanea

Dopo il ritrovamento, le autorità hanno disposto il trasferimento delle ragazze in una località protetta: sono state affidate a una struttura famigliare del circondario di Cassino e il sindaco di Minturno ha provveduto a individuare una sistemazione temporanea in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Le forze dell’ordine hanno specificato che le indagini restano aperte per chiarire perché le minori abbiano lasciato la comunità e per ricostruire l’itinerario che le ha portate dal Abruzzo al Lazio.

Reazione della famiglia e impatto emotivo

Il ritrovamento ha avuto conseguenze emotive immediate sulla famiglia: il padre delle ragazze, Stefano Di Giacintoha accusato un malore per l’intenso stress emotivo ed è stato accompagnato in ospedale. I contatti con l’ambiente che ha seguito la vicenda parlano di grande sollievo: “E’ finito un incubo che durava da troppi giorni“, è stata la parola che ha sintetizzato il forte impatto emotivo del ritrovamento. Nel frattempo, l’autorità giudiziaria ha ribadito la necessità di proseguire gli accertamenti per chiarire ruoli e responsabilità e per garantire la sicurezza delle ragazze.

Al momento il quadro processuale include verifiche volte a stabilire eventuali responsabilità penali legate all’allontanamento dalla struttura protetta e alla permanenza delle minori fuori dalla loro comunità di riferimento. I prossimi atti istruttori saranno decisi dalle Procure competenti, che mantengono il coordinamento operativo tra le realtà coinvolte nel recupero.

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