10 Settembre 2026 ☀ 26°

Etna, nubi di cenere e restrizioni: ridotti gli arrivi a Fontanarossa

in seguito alle attività vulcaniche della notte tra ieri 5 luglio e oggi 6 luglio lo scalo di Catania ha subito sospensioni e restrizioni: chiuso il settore B2, ridotti gli arrivi e attive monitoraggi dell'Ingv e dell'Osservatorio Etneo

Etna, nubi di cenere e restrizioni: ridotti gli arrivi a Fontanarossa

Nei cieli sopra l’Etna la caduta di cenere ha costretto a misure straordinarie per il traffico aereo negli scali etnei. In seguito alle attività vulcaniche della notte tra ieri 5 luglio e oggi 6 luglio la gestione dell’aeroporto di Catania ha comunicato la sospensione degli arrivi e limitazioni alle partenze, con raccomandazioni ai passeggeri di verificare lo stato dei voli prima di recarsi in aeroporto.

Le emissioni provenienti dalla bocca sul fianco della Voragine dell’Etna hanno generato una colonna di cenere significativa, portando l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Osservatorio Etneo a emettere avvisi per l’aviazione e a segnalare trend del tremore vulcanico in crescita.

Chiusure e limitazioni operative agli aeroporti di Catania e Comiso

La società di gestione dello scalo di Catania ha stabilito che, in seguito alle attività vulcaniche della notte tra ieri 5 luglio e oggi 6 luglio permane l’interruzione delle attività di volo in arrivo e il blocco integrale alle partenze fino alle ore 12 ora locale del 6 luglio. In precedenza, la chiusura di specifici settori aerei aveva già interessato la pianificazione: è stata prevista la chiusura del settore B2 per la porzione a sud della nube di cenere e sono state applicate restrizioni anche al settore C1 per la porzione sud-ovest, con orari differenziati di riapertura.

L’aeroporto di Comiso rimane regolarmente operativo e può accogliere traffico alternativo. Le compagnie aeree e gli operatori hanno comunicato che le partenze degli aeromobili già presenti nello scalo sono state in molti casi autorizzate, mentre per gli arrivi sono state attivate limitazioni: fino alle 21 ora locale il numero di arrivi è stato ridotto a 5 voli all’ora misura adottata per mitigare i rischi legati alla presenza di cenere in atmosfera.

Monitoraggio vulcanico e caratteristiche dell’attività

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Osservatorio Etneo hanno descritto le dinamiche dell’evento: dall’alba del 5 luglio le emissioni dalla bocca situata sull’alto fianco orientale della Voragine sono iniziate intorno alle 7.45 intensificandosi un’ora dopo fino a creare una nube eruttiva alta circa 1,5 chilometri diretta verso i settori Sud e Sud-Sud-Est. I modelli di dispersione indicano una tendenza delle ceneri a spostarsi verso Sud, con impatti sullo spazio aereo di Fontanarossa.

Il monitoraggio ha registrato valori elevati dell’ampiezza media del tremore vulcanico con una tendenza all’aumento e oscillazioni marcate: è stato segnalato un picco significativo intorno alle 8.30. Le sorgenti di questo tremore sono state localizzate nell’area del cratere Voragine a quota circa 3.000 metri. Le reti di monitoraggio delle deformazioni non hanno mostrato al momento variazioni macroscopiche, sebbene siano state osservate lievi variazioni a partire dalle 7.45 della mattina dell’evento.

Attività stromboliana e flussi lavici recenti

Nei giorni immediatamente precedenti erano proseguite attività diverse: era continuata l’attività stromboliana alla bocca sul fianco della Voragine mentre la colata originata dalla bocca a quota 3030 metri aveva iniziato il 26 giugno e si è esaurita nella giornata del 4 luglio. Tra la notte del 2-3 luglio si era inoltre formato un piccolo flusso lavico secondario, che si era arrestato la mattina del 3 luglio dopo aver percorso poche centinaia di metri.

Implicazioni per i viaggiatori e comunicazioni ufficiali

La gestione aeroportuale ha invitato i passeggeri a controllare lo stato del proprio volo con le compagnie prima di recarsi agli scali, sottolineando che seguiranno ulteriori aggiornamenti nelle ore successive. Le misure adottate mirano a ridurre i rischi legati all’ingresso in motori e sistemi aeronautici di materiale piroclastico, oltre a tutelare la sicurezza operativa degli scali coinvolti.

Immagini e osservazioni dal territorio, firmate da fotografi come Maurizio Ciadamidaro mostrano la colonna di cenere visibile anche da distanze considerevoli, confermando l’impatto visivo e pratico dell’evento sulle aree circostanti l’Etna e sul sistema aeroportuale regionale.

Le autorità competenti e i centri di monitoraggio continueranno a sorvegliare l’evolversi dell’attività vulcanica e a comunicare eventuali ulteriori restrizioni o ripristini operativi non appena le condizioni atmosferiche e geofisiche lo permetteranno.

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