Tra le colline di Cerda, il vento porta con sé un silenzio più pesante del solito. A Floriopoli, cuore pulsante della leggendaria Targa Florio manca qualcosa di fondamentale: il busto in bronzo di Vincenzo Florio il Cavaliere che nel 1906 diede vita a questa corsa iconica. La scomparsa, avvenuta tra il 4 e il 5, ha lasciato un vuoto che ancora oggi, ad agosto 2026, non è stato colmato.
Un simbolo scomparso
Il busto, opera dello scultore Filippo Sgarlata di Termini Imerese, era stato collocato alle tribune di Cerda nel 1964, cinque anni dopo la morte di Vincenzo Florio junior. L’opera rappresentava un omaggio potente e discreto: “La Targa a Vincenzo Florio – Automobile Club – 26 aprile 1964”.
Le tribune di Floriopoli, ricostruite in cemento armato dopo un incendio, erano il cuore della Targa Florio. Da lì, Vincenzo Florio seguiva con il suo binocolo la corsa, trasformando la passione per la velocità in cultura e mito. Il busto, con il suo sguardo rivolto verso la valle, sembrava presiedere non solo la memoria di una corsa, ma il legame tra la Sicilia e il progresso.
La reazione delle istituzioni
La notizia della scomparsa del busto ha scosso le istituzioni. Il direttore generale della Città Metropolitana di PalermoNicola Vernuccio ha definito l’accaduto “uno sfregio alla storia di questo territorio“. Il sindaco di Cerda, Salvo Geraci ha parlato di “un oltraggio alla memoria, un gesto vile e inqualificabile“.
L’associazione Extroart ha lanciato un appello attraverso il progetto “Wanted”, invitando chiunque disponesse di informazioni a contribuire al ritrovamento del busto. Nonostante gli sforzi, la dinamica precisa, gli autori e il movente del furto non sono stati resi pubblicamente noti.
Il recupero di Floriopoli
Il furto è avvenuto in un complesso che da anni attendeva un recupero organico. Nel 2018, le Tribune di Floriopoli sono state dichiarate patrimonio culturale della Regione Siciliana. Nel 2026, la Città Metropolitana di Palermo ha avviato un intervento di recupero finanziato con oltre sei milioni di euro. I lavori, consegnati nell’, prevedono la messa in sicurezza, il restauro e la rifunzionalizzazione dei sei edifici storici del complesso. La conclusione è programmata entro il 31 dicembre 2027.
Il progetto riguarda le tribune, i box, la torre dei cronometristi e gli altri spazi legati alla corsa. Accanto al recupero architettonico, dovranno trovare posto sistemi di tutela e sorveglianza adeguati, affinché Floriopoli possa tornare a essere un luogo vivo di conoscenza e trasmissione della memoria.
Resta anche l’impegno istituzionale a ricollocare un busto di Vincenzo Florio. Alla data dell’aggiornamento di questo articolo, agosto 2026, non risultano però comunicazioni ufficiali sul ritrovamento dell’originale né sull’avvenuta installazione di una copia.
La sparizione del busto di Vincenzo Florio non è soltanto un episodio di cronaca giudiziaria. È un racconto amaro ma necessario: quello di una Sicilia che lotta per non perdere la propria memoria. Oggi, al vuoto lasciato dal furto si affianca un segno concreto di speranza: il cantiere per il recupero di Floriopoli. Forse un giorno torneremo a vedere lo sguardo di bronzo del Cavaliere rivolto verso la pista e sentiremo nuovamente il rombo delle auto d’epoca attraversare l’aria delle Madonie.



