Una tragedia ha colto di sorpresa il tranquillo paese di Partinico. Nella serata di giovedì, Rosalia La Manna 37 anni, e suo figlio Vincenzo Troia 21, sono precipitati in una cisterna interrata situata nel garage di via Lorenzo Perosi. Lì, per raccogliere alcune reti destinate alla raccolta delle olive, si sono trovati in un ambiente privo di ossigeno sovraccarico di anidride carbonica derivante da residui vegetali.
Le cause dell’avvelenamento nella cisterna di via Lorenzo Perosi
Secondo le prime ricostruzioni della procura, la cisterna era riempita di CO₂ a livello tale da impedire la normale respirazione. L’anidride carbonica, gas incolore e inodore, in concentrazioni elevate sostituisce l’ossigeno, provocando rapidamente perdita di coscienza e morte per asfissia. Rosalia e Vincenzo, intenti a recuperare le reti, erano ignari del pericolo e, una volta scesi, non poterono più uscire dall’ambiente avvelenato.
Dettagli tecnici sull’accumulo di anidride carbonica
Le cisterne utilizzate per la conservazione di prodotti agricoli possono diventare trappole mortali quando all’interno si accumulano residui organici. La fermentazione dei resti di olive rilascia gas di decomposizione tra cui la CO₂, che tende a scendere verso il fondo della struttura. In assenza di ventilazione adeguata, il livello di ossigeno si riduce drasticamente, creando un ambiente letale.
Il corteo funebre e le parole del parroco
Il corteo funebre ha accompagnato le due bare da via Lorenzo Perosi fino alla chiesa del Santissimo Salvatore. I nomi di Rosalia e Vincenzo sono stati intonati più volte tra gli applausi dei concittadini, mentre Giuseppe Troia padre e marito delle vittime, si è posto dietro i fermai. Il parroco Natale Centineo ha celebrato la cerimonia, salutando la donna definendola una “madre eroina” che non ha esitato a rischiare la propria vita per salvare il figlio. «Giuseppe è vero che non te lo spieghi davvero il perché di questa morte così improvvisa e senza preavviso», ha dichiarato durante l’omelia, sottolineando il valore dell’amore materno.
Il contesto familiare e la risposta della comunità
La famiglia Troia gestiva da anni un’attività agricola biologica a Partinico. Rosalia era formalmente titolare dell’azienda, mentre Giuseppe, originario di Palermo, e suo figlio lavoravano principalmente come trattoristi. Vincenzo, padre da pochi mesi, guardava al futuro con entusiasmo: aveva acquistato il suo terzo trattore, sognava una famiglia e intendeva ampliare l’impresa di produzione di olio d’oliva biologico.
Il sindaco Pietro Rao ha dichiarato il lutto cittadino riconoscendo il dolore collettivo di un’intera comunità che ha ormai perso due pilastri della sua vita agricola. Molti residenti, amici e collaboratori si sono radunati nelle stanze di via Perosi per condividere ricordi e sostenere la famiglia in questo momento di perdita.
Le autorità hanno disposto la restituzione delle salme alle famiglie nel pomeriggio precedente il funerale, mentre la Procura ha avviato le indagini per capire le eventuali responsabilità nella gestione della cisterna. Nel frattempo, la cittadinanza di Partinico si stringe attorno ai Troia, ricordando non solo la tragedia, ma anche la dedizione di una famiglia che ha contribuito per decenni allo sviluppo dell’agricoltura locale.



