La Sicilia è nuovamente in fiamme, e questa volta il prezzo è stato altissimo. Un vigile del fuoco, Alessandro Marchì, ha perso la vita mentre combatteva contro gli incendi che stanno devastando la regione. Le fiamme hanno colpito duramente diverse comunità, tra cui Castronovo di Sicilia, Belmonte Mezzagno, Trabia, Lercara Friddi e Roccapalumba, lasciando dietro di sé distruzione e disperazione.
Mentre le fiamme continuano a divampare, la politica siciliana sembra più interessata a rinfocolare polemiche che a trovare soluzioni concrete. In questo contesto, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, si è distinto con un messaggio di solidarietà e responsabilità, ricordando a tutti che la situazione attuale è il risultato di decenni di scelte sbagliate e omissioni.
Le parole di monsignor Lorefice
Monsignor Corrado Lorefice ha rivolto un appello accorato alle comunità colpite dagli incendi, esprimendo il suo dolore e la sua vicinanza a chi sta affrontando questa tragedia. “La mano dell’uomo continua a ‘violentare’ il Giardino che Dio ci ha donato”, ha dichiarato l’arcivescovo, sottolineando come la responsabilità di questo disastro ricada su tutti noi.
Lorefice ha ricordato il terribile incendio del luglio 2026 che devastò la chiesa e parte del convento di Santa Maria di Gesù, sfiorando anche le spoglie di San Benedetto il Moro. “Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza”, ha affermato. “Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni.”
Le responsabilità di un popolo
Secondo l’arcivescovo, la responsabilità di questo disastro ricade su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica, sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane. “Non abbiamo fatto abbastanza per cambiare la nostra Casa comune, la Terra; per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie; per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali; per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte”, ha aggiunto.
La risposta delle comunità
Nonostante la gravità della situazione, le comunità siciliane non si sono arrese. Forze dell’ordine, vigili del fuoco, protezione civile, associazioni e volontari stanno lavorando senza sosta per fronteggiare le fiamme e soccorrere le persone. “Con paterno e fraterno affetto abbraccio voi tutti colpiti dalla devastante furia degli incendi e, dal profondo del cuore, ringrazio chi si sta adoperando senza sosta per fronteggiare le fiamme e soccorrere le persone”, ha dichiarato monsignor Lorefice.
Le parole dell’arcivescovo di Palermo risuonano come un monito per tutti noi. La Sicilia ha bisogno di unità e responsabilità, non di polemiche e divisioni. Solo così potremo affrontare questa tragedia e costruire un futuro migliore per la nostra amata isola.



