Un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Città dello Stretto ha portato all’arresto del sindaco di Spadafora, Letterio Pistone, eletto nel 2026 con una lista civica. I carabinieri della compagnia di Milazzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Gip di Messina. Al centro delle indagini, le elezioni comunali dell’8 e 9 giugno 2026, che hanno visto Pistone vincere la carica di primo cittadino.
Secondo le accuse, il sindaco avrebbe ottenuto sostegno elettorale da due fratelli di 75 e 71 anni, ritenuti vicini al clan dei Barcellonesi. I due avrebbero procurato voti facendo leva sulla loro influenza e sulla percezione della loro vicinanza alla criminalità organizzata. Dopo l’elezione, Pistone avrebbe adottato una serie di atti amministrativi favorevoli ai due indagati, tra cui assegnazioni di parcheggi pubblici, sgravi fiscali e cambi di destinazione d’uso di immobili.
Le accuse e le indagini
L’inchiesta ha portato alla luce una serie di condotte illecite che avrebbero caratterizzato la campagna elettorale e il successivo mandato di Pistone. Tra le accuse più gravi, quella di scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Gli inquirenti hanno ricostruito un sistema di favori e agevolazioni che sarebbe stato messo in atto per garantire il sostegno dei due fratelli e delle loro reti di influenza.
Uno degli episodi emersi riguarda un’ipotesi di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Insieme a Pistone, è stata indagata anche un’insegnante 51enne, non destinataria di misura cautelare. La donna, nella veste di segretaria di una sezione elettorale, avrebbe spiato le operazioni di voto di persone anziane o affette da disabilità, informando in tempo reale il candidato sindaco. In cambio, avrebbe ottenuto un incarico collaborativo volontario presso il settore scolastico del Comune e l’ammissione di un familiare al servizio civile remunerato presso la Pro loco di Spadafora.
La sospensione dalla carica
In seguito all’arresto, la Prefettura di Messina ha emesso un provvedimento di sospensione dalla carica per Pistone. Il provvedimento, notificato al Comune di Spadafora, è stato motivato dalla sussistenza della causa di sospensione dalla carica. La Prefettura ha ribadito la presunzione di non colpevolezza fino a prova contraria e al passaggio in giudicato delle sentenze sottolineando la necessità di ulteriori approfondimenti nelle opportune sedi giudiziarie.
L’inchiesta continua, e gli inquirenti stanno esaminando ulteriori elementi per chiarire i contorni della vicenda. Nel frattempo, la comunità di Spadafora si trova a fare i conti con un caso che ha scosso le istituzioni locali e sollevato interrogativi sulla trasparenza e l’integrità delle elezioni comunali.



