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Lorefice alla guida della commissione Cei per le migrazioni: priorità e responsabilità

L'arcivescovo Corrado Lorefice assume la presidenza della commissione CEI per le migrazioni: linea pastorale, sfide e sostegno della diocesi

Lorefice alla guida della commissione Cei per le migrazioni: priorità e responsabilità

Il 26 maggio 2026, nel corso dell’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, è stata ufficializzata la nomina di mons. Corrado Lorefice a presidente della Commissione episcopale per le migrazioni. La designazione colloca l’arcivescovo di Palermo fra i membri del Consiglio permanente per il prossimo quinquennio, con responsabilità istituzionali e pastorali che avranno ricadute a livello nazionale e locale. Questa scelta è stata accolta come un segno di attenzione verso i temi dell’accoglienza e della tutela dei diritti umani, in un contesto in cui le rotte del Mediterraneo restano al centro del dibattito pubblico e pastorale.

L’Arcidiocesi di Palermo ha espresso soddisfazione per l’incarico conferito e ha sottolineato come l’impegno di mons. Lorefice sia rivolto a «donne, uomini e bambini che migrano», percorrendo rotte del Mediterraneo o vie terrestri, spesso in fuga da povertà estrema o da persecuzioni. Nella nota ufficiale si è evidenziato il valore dell’azione che coniuga l’annuncio del Vangelo con il rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona, mentre la diocesi ha promesso di accompagnare il vescovo con preghiera e affetto in questo nuovo e delicato servizio.

Il ruolo della commissione e le responsabilità

La Commissione episcopale per le migrazioni ha funzioni di coordinamento e proposta all’interno della CEI: promuove linee guida per le diocesi, sostiene iniziative di accoglienza e cura pastorale, e dialoga con istituzioni e organizzazioni della società civile. Alla presidenza toccherà a Lorefice orientare queste attività, favorendo percorsi che connettano l’azione caritativa con la tutela giuridica e sociale dei migranti. L’incarico implica anche il compito di monitorare trend migratori, sollecitare risposte coordinate e stimolare la formazione del clero e dei laici sul tema dell’accoglienza e della protezione delle persone vulnerabili.

Compiti pratici e interlocuzioni

Tra gli aspetti concreti del mandato figurano la promozione di progetti di sostegno ai corridoi umanitari, l’incoraggiamento di collaborazioni con ong e istituzioni, e il dialogo con le autorità civili per questioni legate all’integrazione e alla tutela dei minori stranieri non accompagnati. La presidenza dovrà curare anche la comunicazione pubblica della Chiesa su questi temi, proponendo messaggi che coniughino accoglienza e responsabilità sociale, e che contrastino retoriche securitarie che possono ledere la dignità delle persone in movimento.

Approccio pastorale e prospettiva territoriale

Lorefice porta in questa sede l’esperienza pastorale maturata a Palermo, una città che convive quotidianamente con le dinamiche migratorie del Mediterraneo. Il suo approccio, sottolineato dall’arcidiocesi, pone al centro la dignità umana e il servizio come espressione dell’annuncio cristiano. In termini pratici, ciò significa incentivare iniziative di accoglienza nei territori, programmi di integrazione educativa e lavorativa, e percorsi di accompagnamento spirituale per chi arriva dopo traumi o esodi forzati.

Il contesto più ampio: le nomine nelle altre commissioni

Durante la stessa assemblea la CEI ha nominato anche i presidenti delle altre undici commissioni episcopali che comporranno il Consiglio permanente: fra i nomi indicati figurano mons. Bernardino Giordano per la famiglia, i giovani e la vita; mons. Riccardo Battocchio per la dottrina della fede; mons. Claudio Maniago per la liturgia; e mons. Benoni Ambarus per il servizio della carità e la salute. Queste nomine delineano l’orientamento pastorale per il quinquennio e definiscono gli ambiti di intervento su cui la Conferenza intende concentrare risorse e attenzione pubblica.

Reazioni, sfide e prospettive

La nomina di Lorefice è stata accolta con apprezzamento dalla sua diocesi, che ha promesso sostegno spirituale e morale. Sul piano pratico, le sfide restano complesse: occorre contemperare esigenze umanitarie, vincoli amministrativi e politiche migratorie in evoluzione, mantenendo al centro il rispetto dei diritti e la cura pastorale. L’auspicio è che la presidenza favorisca percorsi sinodali e collaborazioni interdiocesane per costruire risposte sostenibili, capaci di coniugare assistenza immediata e progetti d’integrazione a lungo termine, nel solco dell’impegno evangelico e del servizio alle persone in stato di vulnerabilità.

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