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Memoria di Paolo Borsellino: come l’Italia percepisce la mafia nel 2026

Un viaggio nella memoria di Paolo Borsellino e nella percezione attuale del fenomeno mafioso in Italia, tra dati e riflessioni.

Memoria di Paolo Borsellino: come l’Italia percepisce la mafia nel 2026

Il 19 luglio 1992, Palermo e l’Italia intera furono scosse dalla strage di via D’Amelio, che tolse la vita al giudice Paolo Borsellino e ai cinque agenti della sua scorta. A 34 anni da quel tragico evento, il ricordo di Borsellino e la lotta alla mafia rimangono temi centrali per il nostro Paese. In un’epoca in cui la percezione del fenomeno mafioso sembra cambiare, è fondamentale riflettere sul significato del coraggio e dell’impegno di chi ha dedicato la propria vita alla giustizia.

La figura di Paolo Borsellino, con la sua intransigenza e il suo coraggio continua a ispirare nuove speranze per un’Italia che ha subito duramente l’aggressione mafiosa. Il suo impegno rappresenta un faro di luce in uno dei momenti più bui della nostra storia, un esempio di come la difesa della legge possa ricostruire un tessuto sociale basato su valori solidi e condivisi.

La percezione della mafia in Italia nel 2026

Secondo l’indagine annuale di Ipsos Doxa, condotta nell’ambito dello studio ItaliaInsight, la percezione del problema mafioso in Italia è in calo. Solo il 50% degli italiani considera oggi le mafie tra i problemi più urgenti del Paese, un dato in netta diminuzione rispetto al 62% registrato nel 2026. Questo calo è evidente anche nel Mezzogiorno, dove il 54% ritiene le mafie un problema urgente, con un calo di 15 punti percentuali rispetto a quattro anni fa.

Tuttavia, nonostante la diminuzione dell’allarme, gli italiani riconoscono chiaramente l’evoluzione del fenomeno mafioso. Il 70% concorda sul fatto che le mafie si siano ‘staccate’ dal Sud e rappresentino oggi un fenomeno diffuso anche al Centro-Nord Italia e nel resto d’Europa. Inoltre, il 67% percepisce la dimensione ormai finanziaria e globalizzata della mafia, mentre il 73% è d’accordo con l’affermazione che i mafiosi di oggi non sono più contadini semianalfabeti, ma manager in giacca e cravatta che girano il mondo.

Le diverse letture del fenomeno mafioso

L’indagine rileva che tre intervistati su dieci definiscono la mafia soprattutto come ‘una forma estremamente violenta e organizzata di criminalità’. Le altre connotazioni del fenomeno – economica, politica e antropologico-culturale – vengono poste quantitativamente sullo stesso piano dal campione intervistato. Un dato significativo riguarda la lettura politica del fenomeno mafioso, che sembra perdere rilevanza negli ultimi anni.

Il ricordo di Paolo Borsellino e la presentazione del libro su Emanuela Loi

Il presidente della Corte di appello di Palermo, Antonio Balsamo, ha ricordato Paolo Borsellino durante un evento tenutosi nell’aula magna del palazzo di giustizia di Palermo. Balsamo ha sottolineato come Borsellino rappresenti un esempio di coraggio e dedizione alla giustizia, un modello per tutti coloro che hanno scelto di compiere il proprio dovere fino in fondo, pienamente consapevoli dei gravissimi rischi che ciò avrebbe comportato per la propria vita.

In occasione del 34° anniversario della strage di via D’Amelio, venerdì 17 luglio 2026, alle ore 18:30, presso la Sala Conferenze del Palazzo del Capitolo, si terrà la presentazione del libro ‘Da un’isola all’altra. Il destino infranto di Emanuela’, scritto da Sergio Ugas. L’opera è dedicata alla memoria di Emanuela Loi, agente della Polizia di Stato caduta nella strage di via D’Amelio insieme a Paolo Borsellino e agli altri agenti della scorta. Il libro ripercorre la vita di Emanuela Loi, dalla sua Sardegna fino al servizio nella Polizia di Stato, raccontando il percorso umano e professionale che la portò a diventare la prima donna poliziotta in Italia a perdere la vita in un attentato di mafia.

La presentazione del volume rappresenta un’importante occasione di riflessione sui valori della legalità, della memoria e dell’impegno civile. Attraverso una narrazione intensa e coinvolgente, il libro rende omaggio a una giovane donna che ha servito lo Stato con coraggio, dedizione e alto senso del dovere, mantenendone viva la memoria e trasmettendo alle nuove generazioni il valore dell’impegno civile, della giustizia e della lotta contro ogni forma di criminalità organizzata.

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