16 Ottobre 2026 🌤 22°

Nuove terapie e legge 149: l’obesità al centro del dibattito a Palermo

A Palermo il congresso Sio WiP ha messo insieme dati Iss, dichiarazioni su legge 149 del 2025 e risultati dello studio TRIUMPH-1 su retatrutide, per discutere accesso e personalizzazione delle cure

Nuove terapie e legge 149: l’obesità al centro del dibattito a Palermo

Il tema dell’obesità è tornato al centro del confronto clinico e politico durante il congresso Sio WiP – Obesità work in progress a Palermo, dove si è discusso sia di numeri che di strumenti per trasferire l’innovazione nella pratica clinica. I partecipanti hanno evidenziato la necessità di un approccio che guardi alla persona nella sua complessità e non solo al dato ponderale, collegando l’evoluzione delle terapie farmacologiche alle sfide organizzative del sistema sanitario.

Accanto al dibattito sulle opzioni terapeutiche emergenti, sono emersi i dati della sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità e le posizioni dei rappresentanti della Società italiana dell’obesità e del Cnapps, che hanno sottolineato come il riconoscimento legislativo dell’obesità debba tradursi in interventi concreti di prevenzione, diagnosi e cura.

Dati Iss e testimonianze istituzionali sul bisogno di presa in carico

La fotografia della sorveglianza PASSI presentata a Palermo indica che il 43% degli italiani convive con un peso in eccesso e che l’obesità riguarda il 10% della popolazione, con un’incidenza più alta nelle fasce di scarsa istruzione e nelle aree con maggiori difficoltà economiche, dove in alcune realtà si supera il 50%. Valentina Minardi, del Cnapps dell’ISS, ha evidenziato come meno della metà delle persone interessate riceva indicazioni dai professionisti sanitari, un vuoto che limita l’adozione di comportamenti salutari.

Dichiarazioni ufficiali e implicazioni della legge

Sul piano istituzionale, il presidente della Sio, Silvio Buscemi, ha ricordato che “Abbiamo finalmente riconosciuto per legge l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, ma dobbiamo ancora imparare a intercettarla e prenderla in carico come tale.” L’onorevole Roberto Pella, curatore della normativa, ha richiamato l’importanza della Legge 149 del 2025 come svolta normativa che impone di convertire il riconoscimento in servizi accessibili: “Ora dobbiamo trasformare quel riconoscimento in risposte concrete per le persone.” Buscemi ha aggiunto che “Adesso viene la parte più difficile: fare in modo che una persona con obesità venga riconosciuta come paziente, intercettata dal sistema sanitario e accompagnata in un percorso appropriato.” Queste frasi hanno sintetizzato la tensione tra riconoscimento formale e implementazione pratica.

TRIUMPH-1: lo studio su retatrutide e le prospettive terapeutiche

Nel panorama delle opzioni farmacologiche, lo studio clinico TRIUMPH-1 ha portato all’attenzione dei partecipanti risultati rilevanti sull’efficacia di una nuova molecola sviluppata da Eli Lilly. La sperimentazione ha coinvolto 2.339 adulti e ha misurato gli esiti dopo 80 settimane di trattamento: il dosaggio più elevato ha determinato una perdita media del 25% del peso corporeo, rispetto al 3,9% osservato nel gruppo placebo. Questi numeri indicano che l’innovazione farmacologica può ampliare le possibilità di intervento sui meccanismi che regolano fame, sazietà e metabolismo.

Significato clinico e limiti ancora aperti

I risultati di TRIUMPH-1 aprono prospettive su come intervenire sulle complicanze correlate all’eccesso ponderale, ma restano questioni aperte sulla sicurezza a lungo termine e sulla sostenibilità delle terapie nella pratica clinica quotidiana. Gli esperti presenti a Palermo hanno sottolineato che la disponibilità di molecole più efficaci richiede un processo decisionale individuale che valuti efficaciasafety tollerabilità, comorbilità e la possibilità di mantenere il trattamento nel tempo.

Nel complesso, il confronto a Palermo ha messo in luce due direttrici che devono procedere di pari passo: da un lato, la traduzione delle evidenze scientifiche in decisioni cliniche personalizzate; dall’altro, la costruzione di percorsi assistenziali che rendano effettivo il diritto alla cura sancito dalla legislazione. Il congresso ha quindi ribadito la necessità di un modello multidisciplinare e di politiche che riducano le disuguaglianze territoriali nell’accesso a prevenzione, diagnosi e trattamento.

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