9 Settembre 2026 ☀ 30° Allerta gialla · alta temperatura · fino 9 Settembre 19:59

Processo Casteldaccia: patteggiamento accettato per l’imprenditore Nicolò Di Salvo

La Procura di Termini Imerese ha accettato la richiesta di patteggiamento a 4 anni per Nicolò Di Salvo, imputato nella tragedia di Casteldaccia che costò la vita a 5 operai.

Processo Casteldaccia: patteggiamento accettato per l’imprenditore Nicolò Di Salvo

Il processo per la strage di Casteldaccia del 6 ha compiuto un passo significativo. La Procura di Termini Imerese ha infatti dato parere favorevole alla richiesta di patteggiamento avanzata da Nicolò Di Salvo, legale rappresentante della Quadrifoglio Group. L’imprenditore di Partinico, contitolare dell’azienda che stava eseguendo i lavori alla condotta fognaria, ha accettato una pena di 4 anni di reclusione.

La tragedia, che ha scosso l’opinione pubblica, ha visto la morte di cinque operai: Epifanio Alsazia, 71 anni, Ignazio Giordano, 59 anni, Roberto Raneri, 51 anni, Giuseppe Miraglia, 47 anni, e Giuseppe La Barbera, 28 anni, lavoratore interinale dell’Amap. Due altri operai, Domenico Viola e Giuseppe Scavuzzo, rimasero gravemente feriti nel tentativo di soccorrere i colleghi.

Le responsabilità e il processo

Oltre a Di Salvo, sono imputate altre cinque persone che saranno giudicate con il rito ordinario. Tra questi, Wanda Ilarda, dirigente dell’ufficio appalti Amap, Salvatore Rappa, responsabile del procedimento, Girolamo Costa, capo del servizio prevenzione e protezione, Sergio Agati, direttore dell’impianto di Casteldaccia, e Gaetano Rotolo, direttore dei lavori all’epoca dei fatti. L’accusa è di omicidio colposo plurimo.

Le società Amap e Quadrifoglio Group sono imputate per responsabilità amministrativa. La Procura contesta che i reati siano stati commessi nell’interesse o a vantaggio delle società. La tragedia è avvenuta durante un intervento di manutenzione all’interno dell’impianto fognario di Casteldaccia, gestito da Amap, l’azienda che si occupa del servizio idrico integrato a Palermo e in numerosi comuni della provincia.

La costituzione di parte civile

Il giudice per l’udienza preliminare di Termini Imerese, Sandro Potestio, ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari delle vittime, della Cgil, della Feneal Uil e dell’associazione Sicurezza e Lavoro. Questo passo è stato accolto con soddisfazione dai sindacati, che vedono nel processo un banco di prova importante sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e della gestione degli appalti pubblici.

“La costituzione di parte civile in un processo come quello della strage avvenuta a Casteldaccia, nella filiera di un appalto di un’azienda pubblica come l’Amap – commentano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – parla anche a tutte le aziende e alle amministrazioni pubbliche, che affidano i lavori in appalto senza accertarsi che le regole minime vengano rispettate.”

Le implicazioni per la sicurezza sul lavoro

La tragedia di Casteldaccia ha sollevato importanti questioni sulla sicurezza sul lavoro e sulla gestione degli appalti pubblici. Gli operai erano impegnati nelle operazioni di spurgo di una vasca quando furono investiti da esalazioni tossiche che non lasciarono loro scampo. Questo evento ha messo in luce la necessità di migliorare le misure di sicurezza e di garantire che le regole minime vengano rispettate in ogni contesto lavorativo.

Il processo in corso rappresenta un momento cruciale per fare chiarezza sulle responsabilità e per stabilire nuove linee guida per la prevenzione degli incidenti sul lavoro. La costituzione di parte civile da parte dei sindacati e delle associazioni di categoria sottolinea l’importanza di un impegno condiviso per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose per tutti gli operai.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Palermo adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 9 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 9 Settembre