La Procura di Palermo ha formalizzato una richiesta di arresto nei confronti di Gaetano Armao, avvocato ed ex vicepresidente della Regione Sicilia, accusato di corruzione e di violazione dei doveri d’ufficio. Nelle stesse ore la stessa procura ha avanzato misure cautelari per otto persone, tra cui politici, manager e avvocati, nell’ambito della stessa indagine.
Perquisizioni e motivazioni della richiesta di arresto
Le forze dell’ordine hanno eseguito i colpi di perquisizione sia a Palermo sia a Roma, interessando gli studi legali di Armao e la sua residenza. L’operazione è stata condotta alla presenza di un magistrato della Procura, in rispetto delle norme che tutelano la professione forense. I pubblici ministeri ipotizzano che l’ex vicepresidente abbia orchestrato una rete di pagamenti illeciti in cambio di favori amministrativi legati alle autorizzazioni ambientali regionali.
Tipologia di reato e iter processuale
Secondo l’inchiesta, i reati inquadrati ricadono nell’art. 317 c.p. per corruzione per atto contrario ai propri doveri d’ufficio e nell’art. 319 per l’esercizio indebito della funzione. Gli otto indagati hanno ricevuto un invito a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari (GIP) per l’interrogatorio preventivo, passo necessario prima della decisione finale sulla misura cautelare.
Gli otto soggetti coinvolti nell’inchiesta
Tra i nominati vi sono il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo (figlio dell’ex senatore Angelo Lombardo e nipote dell’ex presidente Raffaele Lombardo), i manager Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile del gruppo Cva, l’avvocato Pierluigi Matta e l’imprenditore Luigi Zancla. Altri imputati includono Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Pietro Luigi Matta e Sergio Vella.
Ruolo dei manager Cva e delle tangenti
Le indagini puntano a due episodi distinti di presunte mazzette: uno coinvolge Argirò e Malacarne Gentile, che avrebbero versato denaro ad Armao attraverso Matta per accelerare pratiche ambientali; il secondo riguarda Vella, titolare della Seap Bio Energy, che avrebbe pagato per ottenere la valutazione di impatto ambientale di un impianto di biometano in Aragona. In entrambi i casi i pagamenti sarebbero stati camuffati come consulenze non effettivamente prestate.
Il percorso politico-giuridico di Gaetano Armao
Armao è un avvocato amministrativista con una lunga carriera alle spalle. Dopo aver collaborato con l’ex governatore Totò Cuffaro e con il sindaco di Palermo Diego Cammarata, è stato nominato assessore all’economia nella giunta di Raffaele Lombardo (2009). Successivamente ha fondato il Movimento Sicilia Nazione, per poi rientrare nella coalizione di centro-destra guidata da Nello Musumeci, ricoprendo i ruoli di assessore all’economia e vicepresidente della Regione. Fino ad agosto è stato presidente della Commissione tecnica specialistica (Cts), l’organo che rilascia le autorizzazioni ambientali.
Nel gennaio 2023 il GUP di Catania aveva già rinviato Armao a giudizio per la gestione della Società degli Interporti Siciliani (SIS), per presunte pressioni su amministratori e per reati di induzione indebita peculato e corruzione. Queste vicende hanno ormai alimentato una rete di accuse che convergono nella nuova richiesta di arresto, segnalando una continuità di comportamenti ritenuti illecito.
Con la notifica delle convocazioni al GIP, la Procura ha evidenziato la necessità di “evitare la dispersione delle prove” e di garantire la corretta discovery delle indagini. Se le misure cautelari saranno confermate, Armao rischia il carcere, mentre a molti degli otto co-indagati è stato richiesto il soggiorno domiciliare.
La vicenda rappresenta uno dei più importanti casi di presunta corruzione nella Pubblica Amministrazione siciliana degli ultimi anni, con ripercussioni sia sulla credibilità delle istituzioni regionali sia sul panorama politico locale.



