Stamane, nel cuore di Palermo, una fila di agricoltori si è radunata davanti al Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano, per lanciare un segnale forte contro il caro carburante. In mano hanno scatole di grano, pagnotte di pane, bottiglie di olio extravergine e melograni, tutti prodotti dalle proprie terre, offerti ai passanti senza chiedere nulla in cambio.
Il gesto vuole dimostrare che non si tratta di uno spreco ma di un atto di solidarietà verso chi, con la spesa in bolletta, non può più permettersi il prezzo attuale del gasolio. Il raggruppamento degli agricoltori è guidato da Franco Calderone, presidente di Agrisat, che ha ordinato la distribuzione per evitare che i prodotti finiscano in terra.
La manifestazione davanti al Palazzo dei Normanni
La scelta di piazzare il provvedimento in un luogo simbolico è voluta: il Palazzo dei Normanni rappresenta il centro decisionale della regione, dove le politiche agricole dovrebbero prendere forma. I contadini, con i loro sacchi di grano, hanno voluto mostrare la contraddizione tra la ricchezza del territorio e l’incapacità delle istituzioni di fornire un supporto immediato.
Il discorso di Franco Calderone
Durante l’intervento, Calderone ha dichiarato: “L’idea inizialmente era di buttare per terra i nostri prodotti, ma dietro c’è il lavoro di noi agricoltori, quindi li stiamo regalando alla gente”. Ha poi sottolineato che i 50 milioni destinati all’agricoltura arriveranno solo tra un paio d’anni, lasciando gli agricoltori in una situazione di emergenza reale.
Il caro carburante blocca i campi
Il punto focale della protesta è il prezzo del diesel, che, secondo gli agricoltori, rende impossibile la semina e la raccolta. “Se il costo del gasolio non scende subito, sarà impossibile andare a lavorare i campi”, afferma Calderone, evidenziando il legame diretto tra il prezzo del carburante e la produttività agricola.
Il 95% dei terreni rimane incolto
Secondo i dati forniti dal rappresentante degli agricoltori, ad oggi il 95% dei terreni siciliani è incolto. Questa percentuale, secondo Calderone, “fotografa alla perfezione la situazione” e rappresenta una perdita economica e ambientale che si può evitare solo con un intervento rapido sui costi del gasolio.
Domande alle istituzioni e prospettive per i consumatori
Gli agricoltori hanno puntato il dito contro una politica assente nei confronti del settore. “L’unico modo per far ripartire gli agricoltori è fissare il prezzo del diesel a 40 centesimi”, ha ribadito Calderone, chiedendo al governo regionale e nazionale di introdurre provvedimenti urgenti per garantire la continuità della produzione.
Oltre alla questione economica, il presidente di Agrisat ha ricordato che i consumatori hanno diritto a prodotti sani. “Vogliamo che voi, cittadini, possiate mangiare cibi di qualità senza dover ricorrere a intolleranze o a prodotti adulterati”, ha concluso, sostenendo che la rinascita dei campi è anche una questione di salute pubblica.



