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Stati Uniti colpiscono l’Iran: attacchi mirati e reazioni internazionali

Nuova ondata di attacchi USA contro l'Iran, con conseguenti tensioni nello Stretto di Hormuz. Scopri le ultime mosse militari e diplomatiche in un'area cruciale per il commercio internazionale.

HERO · Palermo

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un nuovo picco con una serie di attacchi mirati lanciati dalle forze americane. Gli eventi si sono svolti in un contesto già carico di tensione, con lo Stretto di Hormuz al centro delle attenzioni internazionali.

Gli attacchi, iniziati alle 16 locali (22 in Italia), sono stati condotti dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’obiettivo è stato quello di degradare ulteriormente le capacità militari iraniane utilizzate per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz.

Le operazioni militari e le reazioni iraniane

Le operazioni militari sono iniziate alle 6 del mattino (mezzogiorno in Svizzera) di oggi, mercoledì. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha risposto annunciando che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla fine degli atti di aggressione statunitensi. Questa dichiarazione è stata trasmessa dalla televisione di Stato iraniana IRIB.

La situazione è ulteriormente complicata dagli attacchi iraniani contro le petroliere e le reazioni dei Paesi del Golfo. L’esercito del Kuwait ha dichiarato di aver intercettato droni iraniani, mentre il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree. Le forze armate della Giordania hanno distrutto tre missili balistici iraniani, dopo che l’esercito di Teheran aveva rivendicato un attacco a una base militare statunitense nel Paese.

Le dichiarazioni del Corpo delle Guardie della Rivoluzione

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha affermato che le operazioni di rappresaglia continueranno e che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione. Questa dichiarazione è arrivata dopo che Washington ha lanciato una nuova serie di attacchi contro l’Iran e ha ripreso il blocco dei suoi porti.

Le implicazioni diplomatiche e le proposte di Trump

Intanto, la proposta del presidente statunitense Donald Trump di imporre una tassa del 20% sulle merci che attraversano lo Stretto di Hormuz è durata solo 24 ore. Trump ha poi cambiato idea, indicando che preferisce puntare su accordi commerciali e di investimento che vari Stati del Golfo hanno stipulato con gli Stati Uniti.

Questa mossa è stata criticata perché va contro al diritto internazionale del mare, che vieta pedaggi per la navigazione degli stretti naturali. Trump ha anche dichiarato che l’Iran ha espresso interesse a tenere un incontro con gli Stati Uniti, ma ha sottolineato che le operazioni militari continueranno finché io non dirò basta.

Le minacce di Trump e le reazioni internazionali

Donald Trump ha minacciato un’ulteriore escalation in Iran, lasciando aperta la possibilità di una nuova stretta militare per sbloccare la paralisi nello Stretto di Hormuz. Secondo alcune fonti, Trump punta a infliggere danni sufficienti a indurre Teheran ad aprire lo stretto e ad accettare le richieste americane sul dossier nucleare.

Il presidente degli Stati Uniti ha anche ventilato l’ipotesi di un’operazione di terra, dichiarando che a volte è necessaria una campagna di terra ma che ci sono altre persone che la farebbero per loro. Teheran ha denunciato la morte di oltre 35 persone e il ferimento di più di 300 negli ultimi raid americani, rispondendo con attacchi contro Bahrain, Kuwait e Giordania.

Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico a Teheran per protestare contro la messa al bando del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche decisa questa settimana nel Regno. La mossa è stata definita ingiustificata e si prevede una risposta reciproca e decisa da parte dell’Iran.

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