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Strage di Altavilla Milicia: ergastolo per Barreca, Fina e Carandente

Un muratore e due fanatici religiosi sono stati condannati all'ergastolo per aver ucciso una famiglia in un rito di esorcismo.

Strage di Altavilla Milicia: ergastolo per Barreca, Fina e Carandente

La Corte d’Assise di Palermo ha emesso una sentenza di ergastolo per Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente, condannati per il triplice omicidio avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 2026 ad Altavilla Milicia. La tragedia ha visto la morte di Antonella Salamone, moglie di Barreca, e dei loro due figli, Kevin ed Emanuel, di 16 e 5 anni.

Secondo le ricostruzioni dell’accusa, gli omicidi sono stati commessi in un contesto di fanatismo religioso con Barreca convinto di liberare la sua famiglia da presunte presenze demoniache. La procura aveva inizialmente richiesto 30 anni di carcere per Barreca, riconoscendo un suo vizio parziale di mente ma i giudici hanno respinto questa attenuante.

Il contesto della strage

Barreca, un muratore di 56 anni, ha agito con l’aiuto della figlia, all’epoca dei fatti 17enne, e della coppia Fina e Carandente. Questi ultimi, considerati gli ispiratori dell’omicidio, facevano parte di una comunità religiosa estremista a cui Barreca aveva aderito. Le indagini hanno rivelato che la coppia ha manipolato Barreca e sua figlia, convincendoli della necessità di un esorcismo.

Le vittime sono state torturate e uccise in un clima di terrore. Kevin ed Emanuel sono stati trovati morti nella loro stanza, con segni di percosse e bruciature. Il corpo di Salamone è stato bruciato e sepolto nel giardino di casa. La figlia maggiore di Barreca, Miriam, è stata trovata in stato confusionale e inizialmente considerata una sopravvissuta, ma successivamente arrestata con l’accusa di complicità.

Le dichiarazioni e le prove

Barreca ha confessato gli omicidi telefonicamente ai carabinieri, affermando di aver ucciso la sua famiglia per liberarli dal demonio. Durante gli interrogatori, ha ripetuto questa versione, sostenendo di aver agito per salvare le vittime. Le autopsie hanno confermato le torture subite dai due figli, strangolati con delle catene.

Miriam, la figlia di Barreca, ha descritto in dettaglio le violenze subite dalla madre. Secondo la sua testimonianza, Salamone è stata torturata con asciugacapelli e padelle roventi prima di morire. La ragazza ha anche ammesso di aver partecipato alle torture, ma è stata successivamente assolta in appello perché ritenuta incapace di intendere e di volere.

Le conseguenze legali

La sentenza di ergastolo per Barreca, Fina e Carandente è stata accolta con sollievo dai familiari delle vittime, che hanno espresso la loro soddisfazione per la condanna. Tuttavia, hanno sottolineato che nulla potrà mai riparare alla perdita di Antonella Salamone e dei suoi figli. La figlia di Barreca, Miriam, era stata inizialmente condannata a 12 anni e 8 mesi di carcere, ma è stata poi assolta in appello.

Questo caso ha messo in luce i pericoli del fanatismo religioso e l’importanza di riconoscere i segni di manipolazione e violenza. La comunità di Altavilla Milicia è ancora scossa dalla tragedia, ma la giustizia ha finalmente fatto il suo corso.

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