17 Ottobre 2026 🌤 22°

Traffico aereo italiano al 50% per guasto alla rete dati di Enav

Un guasto nella rete di dati di Enav ha tagliato a metà la capacità di gestione dei voli, creando cancellazioni e lunghe attese negli aeroporti italiani.

Traffico aereo italiano al 50% per guasto alla rete dati di Enav

Durante la notte del 16 ottobre è scoperta una grave anomalia nella rete di trasmissione dati che supporta i servizi di controllo del traffico aereo su tutto il territorio nazionale. Il problema, avvertito fin dalle prime luci dell’alba, ha spinto Enav ad adottare immediatamente misure di regolazione dei flussi per mantenere la sicurezza dei voli, riducendo la capacità di gestione degli aeromobili di circa il 50%.

Individuazione del guasto e risposta tecnica di Enav

L’analisi preliminare ha escluso ogni intervento malevolo: non sono emersi segnali di attacco hacker o sabotaggio. Le verifiche hanno indicato infatti una difformità nella rete geografica di trasmissione dati gestita da Tim, che ha provocato l’interruzione di parte delle comunicazioni tra i centri di controllo. Per garantire la continuità del servizio, Enav ha attivato i sistemi di contingenza previsti, ricorrendo a una rete secondaria satellitare e a canali di trasmissione alternativi, riuscendo a mantenere operative le partenze intercontinentali e a limitare il blocco totale del traffico.

Procedura di emergenza e utilizzo della rete satellitare

Grazie alla satellitare backup è stato possibile dirigere gran parte dei voli verso gli slot disponibili, evitando un fermo totale. La strategia ha consentito, fino alle 06:00 del venerdì mattina, di gestire il traffico senza ulteriori riduzioni operative, anche se la capacità rimaneva dimezzata. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha monitorato costantemente il sistema, confermando l’assenza di elementi che collegassero l’interruzione a pratiche cybercattive.

Impatto sugli aeroporti italiani e reazioni istituzionali

La limitazione del 50% ha avuto effetti immediati su tutti gli scali italiani. A Fiumicino sono stati cancellati circa sessanta voli, con ritardi compresi tra 15 e 60 minuti. A Milano, sia Linate che Malpensa, i tabelloni hanno mostrato attese che variavano da mezz’ora a oltre due ore. Anche gli aeroporti di Bergamo, Ancona, Bari, Napoli, Salerno, Palermo e Catania hanno registrato disservizi analoghi. Inoltre, una protesta già programmata da parte del personale di EasyJet, con uno sciopero di 24 ore, ha aggravato la situazione, riducendo ulteriormente le risorse disponibili.

Le dichiarazioni di ministero e le richieste di risarcimento

Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato la possibilità di chiedere a Tim di rispondere dei danni subiti dai passeggeri, sottolineando che “il problema non è nostro, ma deriva dal blocco della rete di trasmissione dati gestita da Tim”. Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma per avviare un’indagine su eventuali violazioni del servizio pubblico. Dal lato politico, il Movimento 5 Stelle ha accusato il governo di negligenza nella manutenzione delle infrastrutture strategiche, chiedendo un’interrogazione parlamentare, mentre il Partito Democratico ha promesso un atto di sindacato ispettivo per valutare le responsabilità del potere esecutivo.

Le critiche del settore aereo

Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, ha ricordato che le carenze delle infrastrutture di Enav erano già state segnalate da tempo: “Negli ultimi anni non sono stati effettuati investimenti sufficienti per l’ammodernamento delle tecnologie di controllo”. Le compagnie aeree, incluso EasyJet, hanno invitato i passeggeri a verificare lo stato dei voli direttamente con le proprie linee, mentre l’ADR ha aggiornato costantemente i monitor aeroportuali e i propri canali digitali per tenere informati i viaggiatori.

Nel primo pomeriggio di venerdì, le attività di ripristino hanno permesso a Enav di riportare la capacità operativa al 100%. Il traffico aereo nazionale ha cominciato a ritrovare la normalità, sebbene alcuni voli continuino a subire ritardi residui legati alla catena di recupero. L’accaduto ha evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture digitali di controllo del cielo, spingendo le autorità a riconsiderare gli investimenti in sistemi di backup e nella resilienza della rete, per evitare il ripetersi di scenari analoghi in futuro.

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