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Condanne definitive per Giuseppe Guttadauro e Mario Cario: i dettagli dell’inchiesta

Giuseppe Guttadauro, ex chirurgo dell'ospedale Civico di Palermo, e suo figlio Mario Cario sono stati condannati definitivamente per mafia. Scopri come si è svolta l'inchiesta.

Condanne definitive per Giuseppe Guttadauro e Mario Cario: i dettagli dell’inchiesta

La notizia è ufficiale: Giuseppe Guttadauro e suo figlio Mario Cario sono stati condannati definitivamente per mafia. La sentenza è arrivata lo scorso 22 maggio, ma è stata resa pubblica solo oggi. Nel frattempo, Guttadauro senior ha già scontato la sua pena ed è tornato in libertà.

L’inchiesta che ha portato a questa Condanna definitiva ha radici profonde e risale a, quando entrambi furono arrestati per il loro coinvolgimento nella famiglia mafiosa di Palermo-Roccella, inserita nel mandamento di Brancaccio-Ciaculli, e per il loro intervento in questioni riguardanti il mandamento di Bagheria.

Le condanne e le precedenti di Giuseppe Guttadauro

Giuseppe Guttadauro, che compirà 78 anni il prossimo 18 agosto, è un ex chirurgo dell’ospedale Civico di Palermo. Già condannato a 20 anni nel 2015 per mafia, l’inchiesta che lo ha coinvolto ha svelato le talpe alla Procura di Palermo e ha portato alla condanna di Totò Cuffaro. Questa volta, la condanna è stata di cinque anni, in continuazione con la precedente pena.

Mario Cario, 37 anni, è rimasto a vivere ad Aspra, una frazione di Bagheria, mentre i suoi fratelli più grandi gestiscono un’azienda di lavorazione del pesce in Marocco. Per lui, la condanna è stata di otto anni, e resterà in carcere.

Le relazioni e gli intrighi di Giuseppe Guttadauro

Dopo aver scontato la sua prima condanna, Giuseppe Guttadauro si era trasferito a Roma, fingendo di aver lasciato il suo passato alle spalle. In realtà, aveva intessuto una fitta rete di relazioni con esponenti della borghesia capitolina. Salvatore Drago Ferrante, un pezzo grosso del traffico di droga, aveva dichiarato nel 2015: “Mi cerca il figlio del dottore”.

Quando Pasquale Di Salvo, ex poliziotto della scorta di Giovanni Falcone divenuto killer di mafia, si è pentito, ha rivelato che il peso di Giuseppe Guttadauro arrivava fino al mandamento di Bagheria, contiguo con quello di Brancaccio. Il figlio di Guttadauro agiva come ambasciatore del padre, trasmettendo messaggi e ordini.

Il ruolo di Mario Cario

Mario Cario, il figlio di Giuseppe Guttadauro, aveva il compito di comunicare i desideri del padre. Ad esempio, avrebbe dovuto dire a un imprenditore edile: “Che mio padre sa che ogni tanto ti chiami ad altri perché non ti chiami a Giulio che è mio cugino?”.

Le connessioni con Matteo Messina Denaro

Giuseppe Guttadauro è comparso anche nella corrispondenza di Matteo Messina Denaro. “Mela” era il soprannome che il padrino di Castelvetrano aveva attribuito al fratello di suo cognato, Rosalia Messina Denaro, sposata con Filippo Guttadauro.

Messina Denaro scriveva alla sorella Rosalia, nome in codice “fragolone”: “Ti devi incontrare col Parmigiano, solo una volta però e gli chiedi”. Il boss aveva bisogno di 40 mila euro, da erogare in tranches da 5.000 euro. “Fragolina” era il nomignolo di Francesco Burrafato, 84 anni, medico di Castelvetrano.

Rosalia Messina Denaro ha due figlie: Lorenza Guttadauro, che ha vinto un concorso al Ministero dell’Istruzione, e Maria. Lorenza ha assistito legalmente lo zio Giuseppe Guttadauro.

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