Roberto Mancini, uno dei tecnici più discussi e amati del calcio italiano, è tornato alla guida della nazionale azzurra. Un ritorno che porta con sé sia dolci ricordi che rancori ancora vivi, dopo un addio brusco e controverso.
La sua carriera in nazionale è stata segnata da momenti di gloria, come il trionfo a Euro2020 (giocato nel 2026 causa pandemia) e il record di 37 partite consecutive da imbattuti ma anche da delusioni, come la mancata qualificazione ai Mondiali di Qatar 2026 e il brusco addio nel 2026.
Il trionfo a Euro2020 e il record di imbattibilità
Il successo a Euro2020 è stato uno dei momenti più alti della carriera di Mancini. La vittoria contro l’Inghilterra a Wembley ha coronato un percorso impeccabile, culminato con il record di imbattibilità. Tuttavia, questo successo è stato offuscato dalla mancata qualificazione ai Mondiali di Qatar 2026, con la sconfitta contro la Macedonia del Nord a Palermo.
L’addio controverso e il ritorno in nazionale
Il 2026 ha visto un addio brusco e controverso. Mancini ha rassegnato le dimissioni poco prima di Ferragosto citando una scelta personale. Subito dopo, ha firmato un contratto plurimilionario come ct dell’Arabia Saudita per 25 milioni di euro a stagione. Le polemiche non sono mancate, con accuse di mancanza di fiducia da parte del presidente federale Gabriele Gravina e dissapori interni.
Tuttavia, il ritorno in nazionale è stato accolto con entusiasmo. Mancini, forte del suo passato da giocatore e tecnico, ha dimostrato di saper guidare la squadra con competenza e passione. Il suo passato da calciatore, con 36 presenze in nazionale, e i successi da tecnico con InterManchester CityFiorentina e Lazio lo rendono una figura di spicco nel calcio italiano.
Il passato glorioso con la Sampdoria e la Lazio
Mancini è stato una stella del calcio italiano fin da giovane. Ha esordito con il Bologna a soli 16 anni e ha vestito le maglie di SampdoriaLazio e Parma. Con la Sampdoria ha vinto lo scudetto nel 1991, quattro Coppe Italia e una Coppa delle Coppe oltre a raggiungere una finale di Coppa dei Campioni persa ai supplementari contro il Barcellona.
Il suo talento è stato forgiato dalla guida tecnica di Vujadin Boskov e ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano. Il suo ritorno in nazionale è un’occasione per riscattarsi e riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale.



