Un vasto incendio ha colpito la zona industriale di Termini Imerese tra il 26 e il 27 luglio, devastando diversi capannoni e alimentando preoccupazioni per le possibili conseguenze ambientali. L’evento ha coinvolto oltre dieci aziende, mettendo a dura prova l’intero sistema di emergenza della città.
Le operazioni di spegnimento sono state complesse a causa del forte vento di Scirocco che ha favorito la propagazione delle fiamme. Sul posto sono intervenute 17 squadre dei Vigili del Fuoco, affiancate da cinque associazioni di volontariato della Protezione Civile, che hanno lavorato senza sosta per contenere le fiamme e mettere in sicurezza l’area.
Il monitoraggio ambientale e le prime analisi
L’ARPA Sicilia è intervenuta sin dalle prime ore del 26 luglio, su richiesta del sindaco Maria Terranova, per avviare le attività di monitoraggio e valutazione dell’impatto dell’incendio. I tecnici hanno accertato il coinvolgimento di diversi capannoni industriali e depositi, con materiali come plastiche, cavi elettrici, prodotti chimici e materiali casalinghi andati in combustione.
La costante ventilazione proveniente dai quadranti meridionali ha spinto la colonna di fumo prevalentemente verso il mare, limitando la ricaduta dei fumi nelle aree interne. I primi risultati analitici dei campioni d’aria confermano un impatto circoscritto, coerente con la tipologia dei materiali bruciati. Tuttavia, l’attività di monitoraggio proseguirà nei prossimi giorni per escludere eventuali ricadute di sostanze inquinanti.
La risposta della comunità e delle istituzioni
Il sindaco Maria Terranova ha espresso solidarietà alle aziende e ai lavoratori colpiti, sottolineando la resilienza della comunità di Termini Imerese. «Ci rialzeremo. Ancora una volta», ha scritto in un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook. Terranova ha anche annunciato la sua partecipazione a un’audizione urgente presso la Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana per chiedere interventi immediati a sostegno delle imprese danneggiate.
«Non chiediamo favori. Non chiediamo elemosina. Chiediamo rispetto. Pretendiamo ciò che è dovuto», ha affermato il sindaco, assicurando al tempo stesso la massima trasparenza nella diffusione dei risultati dei monitoraggi ambientali. Numerosi messaggi di solidarietà sono giunti agli imprenditori colpiti, tra cui quello dei parroci di Termini Imerese, guidati da don Antonio Todaro, che hanno espresso vicinanza spirituale alle famiglie e ai lavoratori coinvolti.
Le misure adottate per il contenimento dell’incendio
Il Centro Operativo Comunale è stato attivato già alle 12.45 del 26 luglio, pochi minuti dopo le prime segnalazioni del rogo. L’amministrazione comunale ha lavorato a stretto contatto con le aziende coinvolte, garantendo l’evacuazione delle persone e supportando le operazioni di spegnimento. Sono stati attivati tutti gli interventi necessari per assicurare l’approvvigionamento d’acqua ai mezzi antincendio, con l’apertura dei serbatoi di Sant’Arsenio e l’aumento della pressione della rete idrica nella zona industriale.
Il sindaco Terranova ha rivolto un appello alla Regione Siciliana, chiedendo un sostegno concreto per le imprese colpite e per la tutela dei posti di lavoro. Ha anche richiamato gli enti proprietari delle infrastrutture presenti sul territorio, come Anas e Ferrovie dello Stato, affinché garantiscano una manutenzione completa delle aree di competenza. «Il fuoco non si ferma davanti ai confini amministrativi o burocratici. Serve un impegno condiviso da parte di tutte le istituzioni per mettere realmente in sicurezza il territorio», ha osservato Terranova.
Infine, un ringraziamento a quanti stanno affrontando l’emergenza: Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, volontari della Protezione Civile, Dipartimento regionale di Protezione Civile, Soris e ai sindaci dei Comuni vicini che hanno inviato uomini e mezzi in supporto delle operazioni. «Termini Imerese saprà rialzarsi anche questa volta. Continueremo a stare accanto alle aziende, ai lavoratori e alle loro famiglie, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. La prevenzione è una responsabilità che appartiene a tutte le istituzioni», ha concluso Maria Terranova.



