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Studenti occupano due licei a Palermo, il dirigente chiede confronto

Studenti occupano due licei a Palermo; il direttore dell’Einstein propone un dialogo e denuncia le carenze strutturali delle scuole siciliane.

Studenti occupano due licei a Palermo, il dirigente chiede confronto

Negli ultimi giorni le scuole di Palermo sono state teatro di una serie di manifestazioni che hanno portato all’occupazione di due istituti tradizionali: il Liceo Classico Umberto I e il Liceo Vittorio Emanuele II. Gli alunni hanno bloccato gli ingressi, dormito nei corridoi e annunciato la continuità dell’azione fino a venerdì, chiedendo maggiore attenzione su finanziamenti, limiti alle classi di studenti stranieri e condizioni di vita nelle strutture scolastiche.

Occupazioni dei licei Umberto I e Vittorio Emanuele II

Il blocco è iniziato la mattina del 21 ottobre con una marcia spontanea davanti all’ingresso del Liceo Umberto I. La rappresentante d’istituto, Gaia Noemi Sansone, ha dichiarato che la decisione di occupare avviene perché, a suo avviso, le due precedenti manifestazioni del 14 ottobre non hanno prodotto risultati concreti. “Siamo in occupazione fino a venerdì e non parteciperemo alla manifestazione di piazza Marina”, ha spiegato, aggiungendo che una ventina di studenti dormirà in aula. Lo stesso schema è stato replicato il 21 ottobre al Liceo Vittorio Emanuele II, dove gli studenti hanno chiuso i cancelli alle 20:00, promettendo di mantenere la presenza fino al termine della settimana.

Motivazioni espresse dagli occupanti

Tra le domande sollevate spiccano il divieto del 30% di studenti stranieri per classe, il divieto di indossare burqa e niqab e la restrizione sull’uso dei telefoni cellulari anche in caso di emergenza. Gli alunni denunciano anche l’assenza di spazi esterni adeguati, bagni fatiscenti e strutture sportive carenti, condizioni che rendono difficile l’apprendimento e la sicurezza. Inoltre, collegano la loro protesta al cari carburante, mostrando solidarietà verso gli autotrasportatori in manifestazione al porto di Santa Lucia.

Il preside Giuseppe Polizzi e la proposta di dialogo

Parallelamente alle occupazioni, il preside del Liceo Scientifico Albert Einstein, Giuseppe Polizzi, ha rilasciato una dichiarazione rivolta agli alunni. Polizzi sostiene di aver ascoltato le richieste e di voler andare oltre il semplice blocco degli ingressi, invitando gli studenti a produrre documenti che sintetizzino le loro rivendicazioni e a coinvolgere altre scuole sia in Sicilia sia a livello europeo. “Il nostro obiettivo è creare una sinergia interna alla comunità studentesca europea”, ha affermato il dirigente, proponendo la redazione di proposte concrete da presentare alle autorità.

Iniziative concrete dell’Einstein

Polizzi ha illustrato le migliorie già realizzate nella struttura privata che ospita il Liceo Einstein: tinteggiatura completa delle aule, rifacimento degli infissi, manutenzione della caldaia, sistemazione del piazzale sportivo e dei cornicioni pericolanti. Ha anche evidenziato la collaborazione con la Città Metropolitana e il proprietario dell’immobile. Nonostante questi progressi, il dirigente ha sottolineato che restano lacune strutturali, tra cui la mancanza di un’area esterna stabile, un problema che intende risolvere negoziando lo spazio retrostante all’edificio e il vecchio terreno delle Ferrovie dello Stato.

Le richieste degli studenti e le criticità infrastrutturali

Le proteste hanno attirato l’attenzione anche di altre scuole, come il Liceo Linguistico Ninni Cassarà, il Liceo Majorana e l’Istituto Nautico “Gioeni-Trabia”. Gli studenti di questi istituti hanno denunciato bagni in pessimo stato, materiale didattico obsoleto e la mancanza di spazi ricreativi. Il Liceo Cassarà ha persino deciso di non entrare in edificio per il giorno, rimandando le lezioni al presente di una manifestazione non autorizzata al porto, dove hanno espresso solidarietà agli autotrasportatori in sciopero da cinque giorni.

Prospettive per il futuro

Il prossimo 23 ottobre è previsto un grande corteo a piazza Marina, organizzato dalla Rete Studentesca Palermo, che dovrebbe riunire le varie realtà in una manifestazione comune. Gli studenti hanno già indicato che le loro richieste includono un più consistente finanziamento per l’edilizia scolastica, la revisione del limite del 30% di studenti stranieri, la possibilità di utilizzare i telefoni in casi di emergenza e, soprattutto, la trasformazione delle scuole in spazi realmente a misura di studente. Il preside Polizzi, pur riconoscendo le difficoltà della realtà siciliana rispetto alle scuole del Nord Europa, ha ribadito la volontà di continuare il dialogo e di cercare soluzioni condivise con le autorità locali.

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