Dal 1° al 5 luglio la Sicilia ospita il Between Music&Arts Festival, una rassegna che mette in dialogo musica, arti visive, danza e cinema attorno al tema dei confini e delle relazioni interculturali. Sotto la direzione artistica di Roberto Grossi e Stefano Mastruzziil festival utilizza luoghi storici e archeologici come palcoscenico per produzioni originali realizzate da giovani creativi e artisti in residenza.
La manifestazione si sviluppa in spazi diversi della regione: la Villa Romana del Casale (sito Unesco), il Museo Archeologico di Aidonel’area archeologica di Sofiana a Mazzarino, oltre a Palazzo Trigona e l’ex convento di Sant’Anna di Piazza Armerina. Questa scelta di sedi punta a intrecciare patrimonio e produzione contemporanea, valorizzando il territorio attraverso eventi aperti alla comunità.
Programma e modalità di partecipazione
Il cartellone alterna concerti, performance di danza, mostre, proiezioni e talk: la rassegna nasce con l’intento di favorire la massima partecipazione pubblica, per questo motivo “Non c’è nessuno spettacolo a pagamento”. L’offerta culturale è pensata per le famiglie e per i giovani, con progetti che mettono al centro la produzione artistica locale e le collaborazioni internazionali.
La giornata inaugurale prevede l’apertura di una mostra della fotografa e artista Barbara Luisicurata da Ludovica Rossi Puriniche propone una rilettura contemporanea del mito di Odisseo. Segue un momento performativo con la danzatrice Giulia Tonelliaccompagnata dal violino di Barbara Luisiin un dialogo che unisce movimento e suono.
Appuntamenti musicali e residenze: Danilo Rea e il Campus
Tra i momenti musicali di punta spicca il concerto del pianista Danilo Rea in dialogo con la fisarmonica di Luciano Biondini. Il repertorio toccherà pagine dalla tradizione lirica e popolare fino a brani di autori moderni, passando da Cavalleria Rusticana a pezzi di Ennio Morricone e Domenico Modugnoin un percorso che unisce radici e rivisitazione contemporanea.
La settimana vede inoltre la presenza di un’orchestra giovanile residente, Musicainsieme a Librino, con la direzione di Francesca Feci. Nella serata conclusiva sarà protagonista la produzione artistica condivisa del Campus, dove giovani creativi provenienti dal Mediterraneo e dall’Europa lavorano a opere inedite — brani musicali e cortometraggi — coordinate dal Saint Louis College of Music e dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.
Il valore della collaborazione tra i partecipanti
La formula del Campus punta sull’idea di collaborazione come motore creativo: Stefano Mastruzzi osserva che “Mi piace pensare che nessuno di loro possa produrre un lavoro di questo tipo da solo”sottolineando l’importanza dell’incontro tra competenze diverse per generare opere collettive.
Progetti culturali, archeologia e formazione
Novità di questa edizione è la sinergia tra il Campus e la Summer School Archilabsun progetto internazionale di scavi presso la Villa Romana del Casale. La Summer School coinvolge 50 giovani archeologi da tutto il mondo, integrando così attività scientifiche e pratiche con residenze artistiche e performance.
Durante i giorni del festival si tengono anche incontri tematici, tra cui un talk dedicato al progetto Gibellina, riconosciuto come una delle prime esperienze di città d’arte contemporanea in Italia. Questi momenti di confronto sono pensati per mettere a sistema esperienze artistiche, rigenerazione culturale e ricerca territoriale.
La direzione artistica e i partner del festival — tra cui enti culturali e istituti formativi — hanno puntato su una formula che privilegia la produzione originale rispetto all’acquisto di spettacoli, favorendo così la nascita di nuovi lavori e la valorizzazione di giovani talenti. L’approccio racconta una visione del festival come laboratorio diffuso nel paesaggio siciliano, dove il patrimonio fa da cornice a un processo creativo condiviso.
Tra gli artisti e i responsabili coinvolti nella settimana figurano oltre ai direttori Roberto Grossi e Stefano Mastruzzile musiciste e curatrici Barbara Luisi e Giulia Tonelligli interpreti Danilo ReaLuciano Biondini e la direttrice dell’orchestra Francesca Feci. Il festival conferma così la sua vocazione a mettere in rete competenze diverse per raccontare, attraverso l’arte, il tema dell’identità plurale e delle relazioni nel Mediterraneo.



