In un’epoca in cui le cure palliative erano ancora un concetto poco conosciuto, una visione pionieristica ha preso vita a Palermo. Nel 1987, il medico palliativista Giorgio Trizzino ha fondato la Samot, un’associazione che avrebbe rivoluzionato l’assistenza ai malati terminali in Sicilia. Oggi, dopo quasi quarant’anni, la Samot è un punto di riferimento nazionale, riconosciuto per il suo approccio olistico e umano alle cure palliative domiciliari.
La missione della Samot è chiara: garantire dignità, qualità della vita e vicinanza umana alle persone affette da patologie cronico-degenerative e alle loro famiglie. Questo impegno ha portato a una trasformazione culturale nel modo in cui la società si prende cura dei malati inguaribili, mettendo al centro la persona e non solo la malattia.
Un modello di assistenza multidisciplinare
L’attività della Samot si svolge principalmente al domicilio dei pazienti, dove un’équipe multidisciplinare di professionisti lavora per offrire un supporto continuo e competente. Medici palliativisti, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, dietisti, logopedisti, operatori socio-sanitari, volontari e assistenti spirituali collaborano per alleviare il dolore e i sintomi, ma anche per sostenere le dimensioni psicologiche, relazionali e spirituali dei pazienti.
La casa diventa così un luogo di cura, relazione e affetti, dove i pazienti possono restare nel proprio ambiente familiare anche nelle fasi più complesse della malattia. Questo approccio ha permesso a centinaia di professionisti di raggiungere ogni giorno le abitazioni dei pazienti in diverse città siciliane, tra cui Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta e Ragusa.
L’evoluzione normativa e il riconoscimento istituzionale
Negli anni, la normativa italiana ha riconosciuto sempre più l’importanza delle cure palliative. Dalla legge regionale siciliana del 1996 alla legge nazionale 38 del 2010, che tutela il diritto di accesso a questi servizi, la Samot ha avuto un ruolo da protagonista. L’istituzione della Scuola di specializzazione in Medicina e Cure Palliative nell’anno accademico 2026-2026 testimonia quanto questo settore sia diventato centrale nella medicina contemporanea.
Il riconoscimento più significativo è arrivato nel, quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato la sede palermitana della Samot. Mattarella ha ringraziato operatori e volontari per un’attività definita «preziosa», capace di accompagnare le persone in uno dei momenti più difficili della vita. Questo riconoscimento istituzionale ha confermato il valore di un’esperienza diventata patrimonio sociale e sanitario della Sicilia e apprezzato a livello nazionale.
La forza della relazione umana
La vera forza della Samot risiede nella relazione quotidiana con i pazienti. Le mani che alleviano il dolore, le parole che rassicurano, la capacità di ascoltare paure e silenzi, l’accompagnamento rispettoso verso il fine vita: tutto questo rappresenta un lavoro fatto di professionalità ed empatia. Richiede competenze elevate ma anche sensibilità, equilibrio e dedizione.
Accanto ai malati ci sono anche le famiglie, spesso chiamate a vivere momenti di forte fragilità emotiva e pratica. Per questo gli operatori della Samot offrono non solo prestazioni sanitarie, ma anche ascolto, orientamento, sostegno sociale e vicinanza quotidiana. Questo approccio olistico ha permesso alla Samot di costruire una rete sempre più ampia sul territorio regionale, offrendo un supporto concreto e umano a chi ne ha bisogno.



