Una tragedia ha colpito Palermo: una bambina di 4 anni è morta per difterite una malattia che in Italia non si vedeva da decenni. La piccola non era stata vaccinata per scelta dei genitori, convinti che i vaccini potessero causare autismo.
La vicenda ha scatenato un dibattito sull’importanza delle vaccinazioni e sulle conseguenze delle scelte basate su informazioni non scientifiche.
La storia di Anna Rosa
La bambina, di nome Anna Rosa Bartolotta era stata portata in ospedale il 13 agosto con sintomi come febbre, vomito e inappetenza. La pediatra aveva diagnosticato una tonsillite ma le condizioni della piccola erano peggiorate rapidamente.
Sabato 15 agosto, Anna Rosa era stata ricoverata all’ospedale Cervello di Palermo, dove i medici avevano sospettato la difterite. Nonostante i tentativi di salvataggio, inclusa la trasferta in terapia intensiva e l’uso dell’Ecmo la bambina non ce l’ha fatta.
La Procura di Palermo ha disposto l’autopsia e il sequestro della salma per accertare le cause del decesso e verificare le procedure ospedaliere.
Il cugino vaccinato
Nel frattempo, anche il cugino di Anna Rosa, un bambino di 4 anni, era stato ricoverato con sintomi simili. Fortunatamente, il piccolo era stato vaccinato e le sue condizioni non erano gravi. La famiglia ha deciso di vaccinare anche gli altri tre fratelli della bambina.
La difterite: una malattia quasi debellata
La difterite è un’infezione batterica causata da Corynebacterium diphtheriae. Può provocare una membrana nelle vie respiratorie, rendendo difficile la respirazione, e danneggiare cuore e sistema nervoso. Senza cure, la letalità può raggiungere il 30% tra i non vaccinati.
Grazie alle campagne vaccinali, la difterite è diventata rara in Italia. L’ultimo caso mortale risale al 1991. Tuttavia, la malattia continua a circolare in altre parti del mondo, e la copertura vaccinale è fondamentale per prevenirne la diffusione.
L’importanza delle vaccinazioni
Il vaccino contro la difterite è incluso nel vaccino esavalente previsto dal calendario vaccinale italiano. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che le vaccinazioni sono uno degli strumenti più efficaci di sanità pubblica.
Quando la copertura vaccinale è elevata, le malattie prevenibili incontrano più difficoltà a circolare. Questo protegge non solo chi è vaccinato, ma anche chi non può esserlo per motivi medici.
La storia di Anna Rosa è un tragico promemoria dell’importanza delle vaccinazioni e delle conseguenze delle scelte basate su informazioni non scientifiche.



