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Fermi e proteste a Palermo: indagini su estorsioni e violenze nel mandamento Tommaso Natale/San Lorenzo

Otto persone fermate su delega della procura mentre l'ultimo atto di violenza ha colpito il deposito di Sicily by car; il Comune parla di efficacia investigativa e il Consiglio chiede misure straordinarie, compresa l'ipotesi di impiego dell'esercito

Fermi e proteste a Palermo: indagini su estorsioni e violenze nel mandamento Tommaso Natale/San Lorenzo

La Procura di Palermo, con delega agli organi di polizia locale, ha disposto una serie di interventi che hanno portato all’esecuzione di otto fermi per frenare quella che gli inquirenti definiscono un’escalation criminale nel territorio ricompreso nel mandamento di Tommaso Natale / San Lorenzo. Le autorità sottolineano che l’ondata di violenza e intimidazioni è iniziata a novembre 2026 e che l’ultimo episodio violento è avvenuto nella notte più recente, prendendo di mira ancora una volta un deposito commerciale. Le accuse mosse nei confronti dei fermati comprendono, tra gli altri, reati gravissimi come la tentata estorsione e il tentato omicidiocon l’aggravante del metodo mafioso.

Operazione delle forze dell’ordine e quadro investigativo

L’intervento congiunto della questura di Palermo e del comando provinciale dei carabinieri è stato coordinato su mandato della Procura guidata da Maurizio de Lucia. L’azione è stata motivata dalla necessità di rispondere con rapidità a una serie di atti intimidatori che, secondo gli atti processuali, avevano mantenuto una frequenza crescente da mesi. Le misure cautelari disposte mirano a interrompere una catena di episodi che, oltre al danno diretto alle imprese colpite, producono una pressione economica e sociale sul tessuto produttivo e sulla sicurezza urbana. Gli inquirenti hanno messo in rilievo la natura organizzata e ripetuta delle condotte contestate, ritenute riconducibili a logiche mafiose che aggravano la portata dei fatti.

Attacco al deposito di Sicily by car

Il deposito del gruppo di noleggio auto è stato bersaglio per la terza volta, in un episodio definito «di grave intimidazione» dalle autorità comunali. L’ultima azione violenta, avvenuta nella notte, ha riacceso l’allarme tra gli operatori economici della zona, già segnati da preoccupazione dopo i raid precedenti. Gli elementi raccolti dagli investigatori collegano questo attacco alle altre forme di pressione subite dalle imprese locali, inserendo il caso in un contesto più ampio di richiesta estorsiva e di uso della violenza per imporre condizionamenti sul territorio. Le contestazioni di tentata estorsione e di tentato omicidio aggravato sottolineano la gravità degli episodi e la necessità di misure investigative incisive.

Reazioni istituzionali: il Comune e la mozione in Consiglio comunale

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagallaha commentato gli sviluppi sottolineando la fiducia nell’operato degli investigatori e l’efficacia delle attività svolte dalle forze dell’ordine. Durante la presentazione di una piattaforma istituzionale a Palazzo Palagonia, il primo cittadino ha evidenziato l’importanza del rapporto creato con le imprese locali negli ultimi quattro anni e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel garantire controllo del territorio e sicurezza, elementi ritenuti fondamentali anche per l’immagine turistica della città. La presa di posizione del Comune mira a rassicurare cittadini e operatori economici dopo la nuova serie di intimidazioni.

Parallelamente, in Consiglio comunale è stata presentata una mozione firmata da Carmelo Miceli del gruppo Progetto civico Italia che denuncia «segnali preoccupanti di pressione criminale» e sollecita il sindaco a chiedere al Ministero dell’Interno un piano straordinario per la sicurezza. Nel testo si indica anche la possibilità di valutare l’impiego di personale delle forze armate a supporto delle operazioni di controllo nelle aree più esposte, richiedendo la convocazione di un tavolo straordinario con istituzioni locali, forze dell’ordine e autorità competenti per definire interventi mirati. La mozione mette in evidenza la percezione di insicurezza diffusa tra cittadini e categorie produttive e chiede risposte istituzionali concrete.

Le iniziative di magistratura, polizia e amministrazione comunale rivelano una strategia coordinata su più livelli per fronteggiare la recrudescenza di episodi violenti: da un lato, la prosecuzione delle indagini e delle misure cautelari per neutralizzare i presunti responsabili; dall’altro, la richiesta di potenziare la presenza dello Stato nelle aree più colpite, anche attraverso strumenti straordinari. L’obiettivo dichiarato è tutelare la libertà d’impresa e la sicurezza urbana, elementi considerati centrali per il tessuto economico e sociale della città.

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