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La vera storia di Biagio Conte, il San Francesco di Palermo

Biagio Conte ha scelto la povertà per ridare dignità ai più emarginati di Palermo.

La vera storia di Biagio Conte, il San Francesco di Palermo

Biagio Conte è divenuto, negli ultimi decenni, l’unico punto di riferimento di   solidarietà a Palermo. Nato in una famiglia di costruttori, ha abbandonato i comfort per vivere tra i più esclusi, ha fondato la Missione di Speranza e Carità e, fino al 2023, ha mantenuto viva la lotta contro la povertà. La sua vita è stata raccontata in un film televisivo trasmesso in prima serata su Rai 1, che ne ricostruisce i momenti più drammatici, dalla decisione di diventare missionario laico fino alla sua scomparsa a 59 anni.

Biagio Conte: dalla famiglia d’affari alla crisi esistenziale

Il 16 settembre 1963 Biagio Conte veniva al mondo a Palermo, figlio di una dinastia di imprenditori edili. Dopo gli studi in Svizzera con i fratelli, tornò a perseguire la carriera nella ditta paterna, abbandonando la scuola a soli sedici anni. Il contesto di lusso – auto di marca, vestiti firmati e feste – lo lasciava però con un senso di vuoto interiore. Nel 1983 decise di trasferirsi a Firenze, alla ricerca di un’esistenza più autentica, ma fu solo nel 1990, quando si rifugiò nelle montagne siciliane, che la sua crisi spirituale trovò una risposta definitiva.

L’eremo siciliano e il pellegrinaggio verso Assisi

Il 5 maggio 1990, a ventisei anni, Biagio Conte si allontanò dal nido familiare, scegliendo di vivere come eremita tra i boschi della Sicilia. Lontano da ogni comodità, trascorse mesi in preghiera, nutrendosi di pochi frutti e della solitudine della natura. Dopo questo periodo di introspezione, intraprese a piedi il celebre pellegrinaggio verso Assisi, percorrendo le stesse strade di San Francesco. Questa esperienza, segnata da notti sotto le stelle e da lunghe riflessioni, fu il trampolino per la decisione di dedicare l’intera vita ai più deboli.

La comparsa a “Chi l’ha visto?” e la decisione di restare a Palermo

Preoccupati per l’assenza del figlio, i genitori di Biagio Conte ricorsero al programma televisivo “Chi l’ha visto?” per chiedere informazioni sul loro giovane. Durante una puntata, Conte intervenne direttamente, rassicurando la famiglia e spiegando che la sua scomparsa era una scelta consapevole, non un pericolo. Il pubblico, colpito dall’autenticità del messaggio, iniziò a seguire il suo cammino. Una volta giunto ad Assisi nel 1991, il suo cuore tornò a Palermo, dove la vista dei senzatetto nei pressi della Stazione Centrale lo convinse che la sua missione fosse proprio nella sua città natale.

La Missione di Speranza e Carità: nascita e sviluppo

Nel 1993, grazie a una protesta di fame contro il Comune, Biagio Conte ottenne l’uso di alcuni locali dell’ex disinfettorio comunale di via Archirafi. Lì nacque la Missione di Speranza e Carità un centro destinato a offrire cibo, coperte e un rifugio dignitoso a chi viveva per strada. In pochi anni la struttura si ampliò, accogliendo migranti, ex detenuti, donne in difficoltà e famiglie in crisi. L’obiettivo non era semplicemente fornire un pasto, ma restituire dignità a chi era stato escluso dalla società, creando un vero spazio di rinascita per centinaia di persone ogni giorno.

Le proteste per i diritti dei senza tetto

Le battaglie di Conte non si fermarono alle porte del suo centro. Dopo la morte di diversi senzatetto nel 2018, organizzò un nuovo blocco della fame dormendo per giorni nei pressi della Stazione Centrale per chiedere al Comune strutture adeguate e politiche concrete contro la povertà. Queste azioni portarono visibilità nazionale al problema dei senzatetto di Palermo e costrinsero le autorità a rivedere le proprie politiche di accoglienza, dimostrando che la protesta pacifica può generare cambiamenti reali.

Riconoscimenti, salute e l’eredità dopo la morte

Nel settembre 2018 Papa Francesco visitò la Missione di Speranza e Carità condividendo un pranzo con gli ospiti e riconoscendo pubblicamente l’impegno di Biagio Conte. Nonostante una lunga lotta contro problemi alla colonna vertebrale, che lo costrinsero a usare una sedia a rotelle, nel gennaio 2014 il frate tornò a camminare dopo un pellegrinaggio a Lourdes, un episodio considerato da molti un segno di speranza. Nel 2022, il suo corpo fu colpito da un tumore al colon, ma egli continuò a dirigere la missione fino alla sua morte, avvenuta il 12 gennaio 2023 a 59 anni. Oggi la Missione di Speranza e Carità prosegue il suo lavoro, accogliendo più di mille persone al giorno nei tre centri denominati “Città della gioia”, mantenendo vivo il messaggio di solidarietà lasciato da Biagio Conte.

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