Nel 2026, l’Italia ha registrato 309 episodi di intimidazione, minaccia e violenza ai danni di amministratori pubblici e dipendenti della Pubblica amministrazione. Questo dato, raccolto da Avviso Pubblico, rappresenta una diminuzione del 6% rispetto al 2026, quando i casi censiti erano stati 328. Tra le figure maggiormente colpite figurano sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali e funzionari pubblici.
Il quadro emerge dal rapporto “Amministratori sotto tiro”, presentato a Napoli dall’associazione Avviso Pubblico. La Puglia si conferma la regione più esposta al fenomeno con 51 episodi registrati, in aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Seguono Campania con 37 casi, Sicilia con 35 e Calabria con 32. Nel corso dell’anno si è verificata in media una minaccia ogni 28 ore.
La distribuzione territoriale delle minacce
La distribuzione territoriale mostra una riduzione degli episodi nel Mezzogiorno, che continua comunque a concentrare il 59% del totale nazionale. Particolarmente significativo il calo nelle Isole, dove i casi sono passati da 68 a 51. In controtendenza, crescono gli episodi nelle regioni del Centro Italia, che raggiungono quota 46, e nel Nord-Ovest con 44 casi. Leggera flessione, invece, nel Nord-Est, dove sono stati registrati 37 episodi.
A livello provinciale, Napoli risulta il territorio maggiormente interessato dal fenomeno con 16 atti intimidatori distribuiti in 11 Comuni. Seguono Lecce con 15 casi, Palermo con 14 e Reggio Calabria con 11. Cosenza, Agrigento e Padova si attestano a quota 10.
Tipologie di intimidazioni e casi diretti
L’84% delle intimidazioni rilevate è stato di tipo diretto, rivolto cioè personalmente agli amministratori o ai funzionari presi di mira. Nel restante 16% dei casi si è trattato di minacce indirette, che hanno interessato sedi istituzionali, uffici comunali e strutture pubbliche, oppure provocato danni a mezzi e infrastrutture impiegati nei servizi di raccolta dei rifiuti, sanità, reti idriche, distribuzione elettrica e trasporto pubblico. Tra gli episodi indiretti rientrano anche le intimidazioni rivolte ai familiari delle vittime.
La situazione in Sicilia è particolarmente preoccupante, con Palermo che si posiziona al terzo posto nella classifica nazionale delle province più colpite. Questo fenomeno rappresenta una grave minaccia per la democrazia e la stabilità delle istituzioni locali, richiedendo un impegno concreto per garantire la sicurezza degli amministratori pubblici.
Iniziative per la legalità e la sicurezza
Il Comune di Manfredonia ha rinnovato il proprio impegno nella promozione della legalità, della giustizia sociale e della tutela della dignità delle persone. Venerdì 26 giugno, nel pomeriggio, si insedierà l’Osservatorio Permanente della Legalità, quale spazio di studio, confronto e monitoraggio sui diversi temi sui quali l’Amministrazione non intende abbassare l’attenzione.
A seguire, alle ore 17.30, presso la Sala Consiliare, si terrà il convegno “Racket e usura: dal silenzio alla libertà”, che vedrà la presenza di rappresentanti dell’Associazione Antiracket, del Questore di Foggia, dott. Alfredo D’Agostino, e del coordinatore regionale di Avviso Pubblico, Pierpaolo D’Arienzo.
Questi fenomeni rappresentano non solo una ferita profonda per il tessuto economico e civile della nostra comunità, ma anche una forma di violenza capace di schiacciare le persone, la loro dignità, le imprese e l’intera comunità. Il convegno rappresenta un momento prezioso di approfondimento e di responsabilità condivisa, per trasformare la partecipazione civica in un presidio stabile di legalità.



