Un’inchiesta della Procura di Roma sta scuotendo il mondo delle grandi infrastrutture italiane. Al centro delle indagini, il controverso progetto del Ponte sullo Stretto di Messinacon accuse di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio che coinvolgono tre figure di spicco.
Le indagini, coordinate dalla Procura capitolina, hanno portato all’esecuzione di perquisizioni in tre regioni: RomaReggio Calabria e Frosinone. I carabinieri del Ros hanno sequestrato dispositivi elettronici e documenti che potrebbero contenere prove decisive per l’inchiesta.
Le accuse e i presunti accordi illeciti
Secondo quanto emerso, un avvocato 71ennegià consigliere di amministrazione della Stretto di Messina Spaun imprenditore 65enne e un ex presidente aggiunto della Corte dei Contiin pensione dal febbraio 2026sarebbero coinvolti in un presunto accordo illecito.
I tre indagati sarebbero stati coinvolti in tentativi di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo del ponte. L’avvocato e l’imprenditore avrebbero promesso al magistrato contabile il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il pensionamento, in cambio della sua fattiva azione a favore della società.
Le rivelazioni di segreti d’ufficio
L’inchiesta ha portato alla luce anche presunte rivelazioni di notizie coperte da segretoacquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Questi, secondo l’accusa, avrebbe offerto la sua disponibilitàfornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile.
In particolare, il magistrato avrebbe rivelato informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della Camera di consiglio in adunanza plenaria. Inoltre, avrebbe esaminato una decisione sfavorevole del 29 ottobre 2026impegnandosi a predisporre una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società, manifestando l’interesse a diventare presidente dell’Antitrust o di una società partecipata.
Le perquisizioni e i sequestri
Le perquisizioni, eseguite in tre diverse regioni, hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria. Le indagini sono ancora in corso, e la Procura di Roma sta continuando a raccogliere elementi per chiarire la vicenda.
Questa inchiesta solleva nuovamente questioni sulla trasparenza e sulla legalità nei grandi progetti infrastrutturali italiani, mettendo in luce i rischi di infiltrazioni e condizionamenti da parte di interessi privati.



