Il Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino di Palermo ha aperto le porte di un nuovo spazio espositivo: la Sala delle Donne. Ideata da Terziario Donna Confcommercio e sostenuta dalla Presidenza della Camera dei Deputati, l’iniziativa vuole riportare in luce le figure femminili che, nel corso dei secoli, hanno lasciato un’impronta nella vita civile, culturale e istituzionale della Sicilia.
Il percorso espositivo, collocato all’interno di un museo simbolo della lotta contro la mafia, si propone come un luogo di memoria viva e di riconoscimento pubblico, destinato soprattutto alle nuove generazioni che possono trarre ispirazione dalle storie di quelle donne.
Il progetto della Sala delle Donne: finalità e patrocinio
Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, ha sottolineato come la nuova sala rappresenti “un tangibile riconoscimento per le donne palermitane e siciliane che hanno inciso nella storia ma spesso sono rimaste assenti dalle narrazioni ufficiali”. Il Patrocinio della Camera dei Deputati ha conferito al progetto una valenza istituzionale che ne sottolinea l’importanza per la memoria collettiva.
Maria Falcone, a capo della Fondazione Falcone, ha espresso la sua soddisfazione per l’accoglienza della sala all’interno del museo, aggiungendo che il “senso di responsabilità” che caratterizza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si ritrova nelle storie delle donne presentate. Anche Margherita Tomasello, presidente di Terziario Donna Confcommercio, ha ribadito che l’obiettivo è parlare soprattutto ai giovani, mostrando loro che “dietro ogni strada percorsa oggi c’è chi ha avuto il coraggio di aprirla”.
Le 24 protagoniste: un viaggio dalla medievalità ai giorni nostri
Alle pareti della stanza sono raccontate le vite di ventiquattro donne, scelte per il loro ruolo pionieristico in ambiti diversi: cultura, politica, scienza, imprenditoria e difesa dei diritti. Il percorso parte dalla figura di Adelasia Del Vasto, reggente normanna del XI secolo, per arrivare a personalità contemporanee come Franca Viola e Rita Atria, simboli della lotta contro la violenza e la mafia.
Alcune storie emblematiche
Adelasia Del Vasto (1074-1118) governò la Sicilia dopo la morte del marito Ruggero I d’Altavilla, spostando la capitale da Mileto a Palermo e redigendo il Mandato di Adelasia, uno dei più antichi documenti d’Europa in greco e arabo.
Rosalia Sinibaldi (1130-1170), rifiutò un matrimonio nobiliare per abbracciare la vita monastica; le sue reliquie furono poi invocate per liberare Palermo dalla peste, diventando patrona della città.
Nel Rinascimento, Virdimura De Medico e Bella De Paija si distinsero come prime donne mediche autorizzate in Sicilia, aprendo la strada a una professione tradizionalmente maschile.
Nel XIX secolo, Bianca Di Navarra governò da reggente durante l’assenza del marito, promuovendo norme civili innovative, mentre Giuseppa Calcagno, nota come “Peppa la Cannoniera”, divenne simbolo della partecipazione femminile alle insurrezioni del 1848.
Tra le figure del Novecento, Francesca Morvillo e Maria Falcone rappresentano il valore della dedizione alla giustizia, mentre Franca Viola ha cambiato il dibattito nazionale sul diritto di difesa personale con la sua storica denuncia.
L’insieme di queste testimonianze intende far comprendere ai visitatori che la storia della Sicilia è intrecciata alle azioni di donne che, spesso controcorrente, hanno rotto barriere e ampliato le possibilità per le generazioni successive.



