Le recenti manifestazioni studentesche a Palermo hanno lasciato spazio a una nuova fase: le prime occupazioni di istituti scolastici. Dopo i cortei del 14 ottobre, gli alunni hanno deciso di prendere in mano le proprie aule per far sentire le proprie richieste, ritenute finora ignorate dalle istituzioni.
Occupazione del liceo Umberto I – richieste e testimonianze
Il liceo classico Umberto I è stato il punto di partenza della mobilitazione. In assemblea, gli studenti hanno votato a maggioranza per proclamare l’occupazione fino a venerdì, con l’intenzione di trasformare l’intera giornata in uno spazio di dibattito. Gaia Noemi Sansone rappresentante d’istituto, ha dichiarato: “Siamo in occupazione e lo saremo fino a venerdì, ma non contiamo di partecipare alla manifestazione del 23 ottobre perché non crediamo che due cortei così vicini possano produrre risultati concreti”. La ragazza ha inoltre evidenziato che una ventina di compagni dormirà in aula, sottolineando la frustrazione verso il ministro Giuseppe Valditara a cui è stato chiesto più tempo per parlare, ma a cui è stata offerta solo la possibilità di inviare una mail durante la pausa pranzo.
Il liceo Vittorio Emanuele II segue l’esempio
Lo stesso pomeriggio, anche il liceo Vittorio Emanuele II è stato occupato. Gli alunni hanno annunciato che i cancelli rimarranno chiusi fino alle ore 20, mentre alcuni di loro resteranno sul posto per dormire. La decisione è stata motivata dalla necessità di mantenere alta la pressione su ministero dell’Istruzione e di chiedere un aumento immediato dei finanziamenti per l’edilizia scolastica oltre alla rimozione del tetto del 30% di alunni stranieri per classe.
Altri istituti e solidarietà ai lavoratori del porto
Oltre ai due licei già citati, altre scuole palermitane – tra cui il liceo Benedetto Croce il Regina Margherita il Rutelli il Meli e presto il Catalano – hanno segnalato situazioni di agitazione. Parallelamente, gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Nautico “Gioeni-Trabia” hanno lasciato le lezioni per manifestare contro il caro vita e l’aumento dei prezzi dei carburanti. Dopo aver radunato i compagni davanti al loro campus, hanno attraversato il porto di Palermo per unirsi ai camionisti in presidio al molo Santa Lucia, esprimendo solidarietà al settore dei trasporti.
Le richieste chiave e la risposta delle istituzioni
Le rivendicazioni degli occupanti si articolano attorno a quattro pilastri: 1) maggiori investimenti per la scuola con l’obiettivo di destinare almeno il 4,7% del PIL al settore educativo; 2) l’abolizione del tetto del 30% sugli alunni stranieri, ritenuto discriminatorio; 3) la cancellazione dell’alternanza scuola-lavoro considerata un meccanismo di “scuola-azienda” che avvantaggia le imprese a scapito degli studenti; 4) la fine della militarizzazione degli edifici scolastici, denunciati come “scuole caserma”. In risposta, il sindaco di Palermo ha effettuato un sopralluogo al liceo Emanuele Basile di Monreale, promettendo la conclusione imminente dei lavori di ristrutturazione, ma non sono pervenute dichiarazioni ufficiali su una revisione dei fondi nazionali.
Prospettive per le prossime manifestazioni
Gli studenti hanno annunciato un nuovo cortei per venerdì nella piazza Marina, oltre alla partecipazione prevista al raduno del 23 ottobre davanti al Teatro Politeama. Le organizzazioni di base – Coordinamento studentesco VUcia 90100Unione degli Studenti e Opposizione Studentesca Alternativa – stanno redigendo un documento unico di richieste da sottoporre al ministro. Nel frattempo, le occupazioni continuano a testimoniare la crescente tensione tra i giovani e le politiche del governo, segnando uno dei momenti più intensi di protesta studentesca nella storia recente di Palermo.



