Il Policlinico Paolo Giaccone di Palermo ha introdotto un sistema robotico dedicato agli impianti cocleari. L’innovazione è stata implementata nell’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria guidata dal professor Salvatore Gallina, e rappresenta una tappa significativa per il Centro di riferimento regionale per gli impianti cocleari coordinato dal professor Francesco Dispenza.
Gli impianti cocleari spesso definiti “orecchio bionico”, sono dispositivi elettronici in grado di trasformare i segnali sonori in stimoli elettrici per la coclea permettendo a persone con sordità grave o profonda di risentire. Il nuovo robot è progettato per stabilizzare gli strumenti chirurgici, contrastando i micro-movimenti involontari della mano e garantendo una precisione millimetrica durante la fase più delicata dell’intervento.
Il robot nella chirurgia dell’udito al Policlinico Giaccone
Il braccio robotico si integra con l’attrezzatura tradizionale, mantenendo gli strumenti nella posizione desiderata e riducendo l’affaticamento del chirurgo. Grazie a sensori di movimento ad alta risoluzione, il robot fornisce un feedback in tempo reale al chirurgo, consentendo aggiustamenti istantanei e una migliore visualizzazione dell’area operativa. Questo approccio ibrido combina l’esperienza umana con l’accuratezza della robotica limitando i rischi di danni alle strutture interne dell’orecchio.
Come funziona l’assistenza robotica
Durante l’inserimento del sottile array di elettrodi nella coclea il robot agisce come una guida stabile, bloccando qualsiasi vibrazione accidentale. Il sistema è programmato per limitare la pressione esercitata sul tessuto delicato, evitando micro-lesioni e garantendo che gli elettrodi siano posizionati con la massima accuratezza anatomica. Il risultato è un’intervento più rapido e un periodo post-operatorio potenzialmente più breve per il paziente.
Risultati clinici e impatto sul territorio siciliano
Nel quinquennio più recente, il centro ha effettuato oltre 100 impianti cocleari consolidando una reputazione di eccellenza chirurgica in tutta la regione. L’introduzione della robotica ha permesso di mantenere elevati standard qualitativi, riducendo le complicanze legate al posizionamento degli elettrodi. I pazienti beneficiari hanno riferito un miglioramento significativo nella percezione dei suoni, facilitando il ritorno a una vita sociale più attiva.
Statistiche e esperienza del centro
Le cifre mostrano che, rispetto agli interventi tradizionali, l’uso del robot ha diminuito il tempo medio di esposizione dell’orecchio interno del 15 % e ha ridotto gli errori di posizionamento del 20 %. Questi dati, raccolti da un’équipe multidisciplinare altamente specializzata, confermano che la tecnologia non sostituisce il chirurgo ma ne valorizza le capacità, facendo leva sull’esperienza maturata negli ultimi quattro anni.
Prospettive future e ruolo dell’AOUP
La direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, ha sottolineato che l’arrivo della robotica è frutto di una collaborazione stretta tra ricerca, innovazione e pratica clinica. L’AOUP si conferma così come punto di riferimento regionale per la chirurgia dell’udito offrendo ai cittadini siciliani accesso a tecnologie d’avanguardia senza dover lasciare la propria terra. Guardando al futuro, il team prevede di ampliare l’uso della robotica ad altri interventi otorinolaringoiatrici, continuando a migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei pazienti.



