23 ottobre 2026 🌤 19°

Terremoto in Sicilia: 33 scosse, magnitudo 5.5 e nuova 4.6 a Palermo

Il forte sisma di Cefalù ha innescato uno sciame sismico continuo, spinto una nuova scossa da 4.6 a Palermo e provocato l’attivazione – poi revocata – dell’allerta maremoto.

Terremoto in Sicilia: 33 scosse, magnitudo 5.5 e nuova 4.6 a Palermo

Venerdì 23 ottobre la zona di Cefalù è stata colpita da un violento terremoto di magnitudo 5.5, registrato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV). L’evento, avvenuto alle 12:19 con una profondità di 9 km, ha scosso l’intero litorale tirrenico, da Campofelice di Roccella a Pollina, e anche diversi comuni dell’entroterra madonita. L’epicentro è stato localizzato nel Tirreno meridionale, a nord-ovest di Alicudi, a oltre 80 km dalla costa di Cefalù.

Dati dell’INGV: 33 scosse in poche ore

Dal primo registrato alle 11:04 fino alle 15:45, i sismografi hanno annotato un totale di 33 vibrazioni. Quattordici di esse hanno superato la soglia di magnitudo 3, e la più intensa è stata quella di 5.5 alle 12:19, preceduta da un rilevamento di 4.3 alle 11:51 e seguita da un’ulteriore scossa di 4.0 alle 12:24. La frequenza è aumentata nel pomeriggio: tra le 13:00 e le 15:45 sono state contate 21 scosse, con una media di una ogni sette-otto minuti. Tra le rilevazioni più percepibili si segnalano due eventi di magnitudo 3.2 alle 14:05 e 14:59 e due di magnitudo 3.0 alle 14:26 e 15:13, sufficienti a far vibrare anche i piani alti degli edifici.

Percezione e reazioni della popolazione

Le scosse sono state avvertite in tutta la zona costiera e in diversi centri interni, inducendo numerose famiglie a lasciare le abitazioni per diversi minuti. A Cefalù, gli istituti scolastici hanno anticipato l’orario di chiusura, facendo uscire gli alunni in sicurezza. Nessun danno strutturale o ferito è stato segnalato, ma la sensazione di insicurezza ha spinto le autorità a mantenere alta l’attenzione.

Nuova magnitudo 4.6 e allerta maremoto

Alle 15:55 è stata registrata una nuova scossa di magnitudo 4.6, con profondità di 8 km, percepita nettamente a Palermo. In risposta, la Protezione Civile regionale ha riattivato le strutture operative e i volontari hanno intensificato il presidio del territorio. Contestualmente, il centro di allerta tsunami (SIAM) ha diffuso un’allerta maremoto di livello arancione per le coste siciliane, dai comuni di Carini a Pollina, includendo le Eolie e parte del litorale messinese.

Revoca dell’allerta e misure precauzionali

L’allerta è stata poi revocata dopo le verifiche preliminari, poiché non sono emersi segnali di rischio imminente. Il dirigente generale della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina, ha confermato l’attivazione dell’allerta e il costante contatto con il presidente della Regione, Renato Schifani, e i prefetti di Palermo e Messina. Nel frattempo, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha disposto l’evacuazione preventiva di alcune strutture pubbliche e ha invitato la cittadinanza a non avvicinarsi al mare, in attesa di ulteriori istruzioni dalla Capitaneria di Porto.

Contestualizzazione del fenomeno sismico

Il sisma di oggi non è un evento isolato. Nella settimana precedente, nella stessa area del Tirreno meridionale, erano già state registrate almeno 60 scosse, e anche il giorno precedente si erano verificati diversi eventi. Nel complesso, sono nove le scosse di magnitudo superiore a 3 registrate tra le 10:02 e le 12:55, con le più recenti a 3.2 e 3.3. La continuità dello sciame sismico suggerisce che la zona rimane attiva e richiede un monitoraggio costante da parte degli enti preposti.

Le autorità hanno diffuso un vademecum per la popolazione: in caso di scossa, è consigliato rifugiarsi sotto un mobile robusto o vicino a un muro portante, evitare le finestre e i mobili alti, e non utilizzare ascensori. Chi si trova in zona costiera deve allontanarsi dalla riva e seguire le indicazioni della Protezione Civile.

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