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Integrazione scolastica: il divieto di burqa e le misure per i genitori stranieri

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, propone un emendamento al ddl Sicurezza per vietare il burqa a scuola e promuovere corsi di italiano per i genitori stranieri.

Integrazione scolastica: il divieto di burqa e le misure per i genitori stranieri

Il dibattito sull’integrazione degli studenti stranieri nelle scuole italiane è tornato al centro dell’attenzione con le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Le proposte avanzate riguardano sia il divieto di indossare il burqa a scuola sia l’introduzione di corsi di italiano per i genitori stranieri. Queste misure mirano a garantire un’integrazione più efficace e rispettosa dei valori costituzionali.

La discussione è stata accesa anche dalle dichiarazioni di Marina Terragni, Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha espresso forte sostegno all’iniziativa del Ministro. Terragni ha definito il burqa e il niqab come dispositivi violenti inventati per mortificare il corpo femminile sottolineando come queste pratiche contravvengano ai più elementari diritti umani.

Il divieto di burqa a scuola

Il Ministro Valditara ha annunciato l’intenzione di presentare un emendamento al ddl Sicurezza per vietare il burqa nelle scuole italiane. Questa misura mira a garantire che tutte le studentesse possano crescere in un ambiente che rispetta la loro dignità e libertà. Valditara ha spiegato che l’inclusione non deve essere confusa con l’integrazione: accettare principi in contrasto con la Costituzione, come la discriminazione uomo-donna, non significa integrare.

Terragni ha aggiunto che l’imposizione del burqa e del niqab ostacola il pieno sviluppo della personalità delle ragazze, rendendo necessario un intervento deciso. Ha anche criticato le posizioni di chi vede nella proposta una cornice securitaria sottolineando che nessun multiculturalismo può giustificare una simile violazione della libertà e della dignità della donna.

Corsi di italiano per i genitori stranieri

Oltre al divieto di burqa, Valditara ha proposto l’introduzione di corsi di italiano per i genitori stranieri. L’obiettivo è evitare che gli studenti disimpariano a casa quanto appreso in classe. Il Ministro ha anche parlato della possibilità di revocare il permesso di soggiorno a chi non manda i figli a scuola, in linea con il decreto Caivano che prevede la reclusione fino a 2 anni per i genitori che non rispettano l’obbligo scolastico.

Valditara ha anche affrontato il tema dell’immigrazione, sottolineando l’importanza di distinguere tra immigrazione vantaggiosa e immigrazione clandestina. Ha elogiato il lavoro del governo per ridurre gli sbarchi e accelerare i rimpatri dei minori non accompagnati entrati illegalmente.

I dati sull’integrazione scolastica

Secondo i dati Invalsi, gli studenti stranieri in Italia rappresentano poco più del 10% della popolazione scolastica, con percentuali più elevate in regioni come Lombardia ed Emilia-Romagna. Valditara ha evidenziato le differenze nelle competenze tra studenti italiani e stranieri, con un gap di 30 punti in matematica e 42 punti in italiano alla fine delle medie. Tuttavia, ha anche notato miglioramenti negli abbandoni scolastici, passati dal 30,1% nel 2026 al 26,2% attuale.

Per affrontare queste sfide, il Ministero ha avviato interventi strategici come l’investimento in scuole delle periferie urbane, corsi pomeridiani e il piano estate. Sono stati specializzati 1.000 docenti per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri, con l’obiettivo di garantire un’istruzione di qualità a tutti gli studenti, indipendentemente dal loro background culturale.

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