La recente polemica che coinvolge l’attore Leo Gullotta riguarda la sua presunta esclusione dalla lista dei riconoscimenti organizzati dalla Fondazione Taormina Arte in vista della serata prevista per il 3 settembre a Taormina. Gullotta afferma di essere stato inizialmente contattato e di aver accettato di partecipare alla consegna del premio, per poi apprendere che il suo nome non figurava più nella lista ufficiale.
La vicenda è diventata oggetto di dichiarazioni pubbliche perché l’attore ha parlato di un intervento esterno, definendolo una manina ‘destra’ e denunciando una pratica di amichettismo che, secondo lui, avrebbe determinato la cancellazione. Sullo sfondo si colloca il ruolo della Regione Sicilia indicata come socio di riferimento della Fondazione, mentre la direttrice artistica coinvolta nella comunicazione è Simona Celi.
Le parole di Leo Gullotta e il racconto della vicenda
Secondo la ricostruzione fornita dall’attore, la direttrice artistica Simona Celi lo aveva contattato per proporgli la partecipazione alla cerimonia in cui la Fondazione avrebbe celebrato i 50 anni del festival di teatro a Taormina. Gullotta dice di aver accettato «di buon grado, anzi ero proprio felice», ma alcuni giorni dopo la stessa direttrice lo avrebbe richiamato per comunicargli che «il mio nome non c’era nella lista dei premiati».
Il sospetto su responsabilità istituzionali
L’attore sottolinea che la nota dei premiati era attribuibile alla Regione e da qui nasce il sospetto che l’esclusione non sia stata una decisione autonoma della direzione artistica. Gullotta ha dichiarato: «Ero stato inserito nella lista del premio Fondazione Taormina Arte per il teatro; mi sento offeso come professionista, come persona e come siciliano». Ha poi aggiunto che «È stata una manina destra a cassare il mio nome» e che la modalità con cui è avvenuta l’esclusione lo ha profondamente colpito: «Questa vicenda mi ha offeso nella sua modalità».
Reazione dell’assessora regionale e posizione della Fondazione
L’assessora regionale al turismo, Elvira Amata ha risposto alle accuse dichiarando di non essere a conoscenza dei dettagli della lista dei premiati: «Non so nulla, io non entro nel merito delle scelte artistiche della Fondazione Taormina Arte. Non conosco nemmeno i nomi di chi sarà premiato all’evento del 3 settembre: ho solo accolto con favore la decisione di dedicare l’iniziativa a Ninni Panzera», ha affermato.
Amata ha inoltre espresso il suo punto di vista sul rapporto tra politica e cultura, sostenendo che «quando si parla di arte, cultura, musica non esistono destra e sinistra», e lasciando intendere che le scelte spettano alla direzione artistica. La posizione ufficiale della Fondazione non è stata riportata in dettaglio nelle dichiarazioni pubbliche citate, mentre la direttrice artistica Simona Celi figura nella ricostruzione di Gullotta come interlocutrice che lo aveva contattato inizialmente.
I numeri e il peso simbolico dell’evento
L’iniziativa per la celebrazione dei 50 anni del festival di teatro a Taormina ha valore simbolico per la città definita spesso «Perla dello Ionio». La serata del 3 settembre è pensata per raccontare il passato e la contemporaneità del teatro attraverso esperienze e linguaggi diversi, e la composizione della lista dei premiati assume perciò una rilevanza pubblica e culturale.
Gullotta ricorda la propria lunga carriera, citando i 65 anni di attività dedicati al lavoro di attore e affermando di aver spesso prestato la propria professionalità anche gratuitamente in iniziative locali, come quelle dedicate a Luigi Pirandello al Kaos. In questo senso, l’esclusione assume per l’attore anche un significato personale legato all’appartenenza alla Sicilia.
Riflessioni sull’amichettismo e sull’organizzazione culturale
Nel commentare l’episodio, Gullotta ha attaccato la pratica dell’amichettismo e ha detto di preferire una comunicazione diretta: «Avrei preferito che mi avessero detto in faccia ‘non la riteniamo all’altezza’, invece di tirare il sasso e nascondere la mano». L’attore ha inoltre auspicato maggiori risorse e progetti per il teatro, citando la necessità di aperture di sale nella Capitale e di un impegno concreto per il settore.
La vicenda rimane aperta sul piano pubblico: da un lato le accuse di Gullotta verso una possibile interferenza esterna che ha modificato la lista dei premiati, dall’altro la dichiarazione dell’assessora Elvira Amata che si dichiara estranea alle scelte e non informata sui nominativi. L’appuntamento del 3 settembre a Taormina resta quindi al centro dell’attenzione per l’esito delle premiazioni e per le eventuali ripercussioni nel dibattito culturale regionale.



