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Mostra su carta di Piero Guccione a Roma: luce e memoria

Una mostra che fa parlare il pennello di Guccione con le parole di Camilleri, tra luce, mare e memoria.

Mostra su carta di Piero Guccione a Roma: luce e memoria

Il Fondo Andrea Camilleri ha inaugurato a Roma una esposizione dedicata a Piero Guccione, artista considerato tra i più importanti pittori italiani del secondo Novecento. Intitolata “Piero Guccione. Racconti dello sguardo”, la mostra si propone di mettere in dialogo due grandi interpreti della Sicilia: la pittura di Guccione e la narrativa di Andrea Camilleri.

L’evento d’apertura si è svolto venerdì 23 ottobre 2026 alle 18:30 nella sede storica del Fondo, in via Filippo Corridoni 21. Dopo il vernissage, la mostra è stata aperta al pubblico sabato 24 e domenica 25 ottobre, con orari 10:00-13:00 e 16:00-19:00, prenotazione obbligatoria. Tra gli ospiti di rilievo c’erano Roberto Gabrielli di Intesa Sanpaolo, lo storico dell’arte Lorenzo Canova, il ministro Angelo Piero Cappello e la curatrice Daniela Lancioni. Sono intervenute inoltre Paola Guccione, figlia dell’artista, e le figlie di Camilleri, Elisabetta e Mariola.

Inaugurazione e programmazione della mostra

La presentazione è stata curata in collaborazione con l’Archivio Piero Guccione e sostenuta da Intesa Sanpaolo, che ha patrocinato l’intera iniziativa. Il discorso di apertura ha sottolineato il desiderio espresso dallo scrittore di rendere omaggio a uno dei maestri della pittura italiana, un desiderio realizzato dalle figlie dei due artisti per creare un dialogo ideale tra le loro opere. Oltre alle sei opere su carta, la visita è arricchita da una sezione video che ricostruisce la vita e la ricerca di Guccione, offrendo al pubblico una visione a 360° del suo percorso creativo.

Le opere su carta: natura come memoria

“Piero Guccione. Racconti dello sguardo” espone sei grandi lavori su carta, dove la natura non è più mera descrizione ma memoria tangibile. Si possono ammirare le linee sottili del mare, i volti mutevoli del cielo, il carrubo accanto al piccolo mandorlo, la luna che sorge sopra il mare di Punta Corvo e la presenza delicata dell’ibiscus. In ogni scena, Guccione trasforma luce, durata e silenzio in elementi narrativi, quasi a fissare un istante che supera il tempo della pittura tradizionale.

La processione dello stivale

Tra le opere esposte spicca il pastello intitolato “La processione dello stivale”, realizzato specificamente per un racconto di Camilleri. Questo pezzo incarna il legame più diretto tra i due maestri: il colore del pastello si fonde con le parole del romanzo, creando un incrocio sensoriale tra visivo e letterario.

Il legame tra Guccione e Camilleri

Entrambi nati lungo la costa meridionale della Sicilia – Guccione a Scicli nel 1935, Camilleri a Porto Empedocle nel 1925 – hanno lasciato l’isola da giovani per stabilirsi a Roma. Camilleri ha introdotto la Sicilia nella geografia letteraria della sua famosa serie di Montalbano, mentre Guccione ha ritornato nei dipinti a osservare la luce mediterranea dell’infanzia. Lorenzo Canova ha evidenziato come un meccanismo di perfezione accomuni i racconti brevi di Camilleri e i pastelli rapidi di Guccione, entrambi costruiti con una geometria capace di catturare la luce di un momento.

Il Fondo Andrea Camilleri ha dunque realizzato un tributo che onora la volontà dell’autore, avviando al contempo una riflessione più ampia sul rapporto tra pittura, letteratura e musica. Sono già in programma futuri incontri che continueranno a esplorare questi intrecci culturali, confermando il ruolo del Fondo come punto di riferimento per la cultura siciliana a Roma.

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