Il 3 ottobre 2026 una squadra di Carabinieri ha effettuato una ricognizione aerea nella zona di Piano Battaglia, nell’ambito del Parco delle Madonie, contrada San Miceli. Da quell’altezza è stato possibile scorgere un’enorme concentrazione di rifiuti sparsi su un’area di circa 500 metri quadrati luogo di particolare valore paesaggistico e naturalistico. L’intervento è stato coordinato dalla Compagnia di Petralia Sottana con il 9° Nucleo Elicotteri di Palermo sotto la direzione del procuratore Angelo Vittorio Antonio Cavallo della Procura di Termini Imerese.
Rilevazione aerea e prima ispezione sul terreno
Il volo di ricognizione ha mostrato una distesa di rifiuti disposti a rifiuto libero: pneumatici usurati, lamiere arrugginite, rottami di plastica e vari componenti di autoveicoli. Questi materiali sono stati documentati dalle telecamere a bordo dell’elicottero, permettendo alle pattuglie a terra di intervenire con tempestività. Gli operatori della stazione di San Miceli hanno poi ispezionato il sito, trovando tre autoveicoli e un mezzo da lavoro in condizioni di grave deterioramento, potenzialmente considerati fuori uso e soggetti a ulteriore valutazione.
Tipologia dei rifiuti e possibile pericolosità
Tra i residui individuati sono presenti anche elementi che potrebbero rientrare nella categoria dei rifiuti pericolosi come serbatoi di olio, batterie esauste e parti contenenti amianto. La natura e la provenienza di questi oggetti dovranno essere confermate dalle successive analisi tecniche, affidate a laboratori specializzati. In ogni caso, la presenza di materiali contaminanti su un’area protetta rappresenta una violazione grave della normativa ambientale e un potenziale rischio per la fauna e la flora locali.
Azioni giudiziarie e sequestro preventivo
Grazie agli accertamenti catastali e documentali, le autorità hanno identificato il responsabile della disponibilità del terreno: un uomo di 62 anni residente nella zona. Il soggetto è stato denunciato in stato di libertà per gestione non autorizzata di rifiuti. L’intera area, unitamente ai veicoli e ai beni collegati all’illicità, è stata sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza misura atta a fermare l’ulteriore degrado ambientale e a preservare lo stato dei luoghi in attesa di ulteriori accertamenti probatori.
Coinvolgimento di ARPA Sicilia e prospettive di bonifica
Nel procedimento è stata chiamata a contribuire l’ARPA Sicilia – Dipartimento provinciale di Palermo che avrà il compito di classificare i residui e valutare l’impatto sulle matrici ambientali (suolo, acqua, aria). L’ente dovrà anche individuare le modalità operative per la rimozione dei rifiuti e il ripristino dell’ecosistema, in conformità con le disposizioni di legge. L’obiettivo finale è quello di eliminare definitivamente la discarica abusiva e restituire al Parco delle Madonie il suo stato di conservazione originario.



