L’estate del 2026 sta mettendo a dura prova la città di Palermo, con temperature che sembrano non voler dare tregua. L’anticiclone africano continua a dominare il Mediterraneo, portando con sé un caldo opprimente e un’alta umidità che rendono il disagio bioclimatico particolarmente intenso.
La situazione è critica, con la protezione civile regionale che ha emesso avvisi per il rischio di ondate di calore e incendi. Ma quando finirà questa sofferenza?
La situazione attuale a Palermo
La città di Palermo è sotto il bollino rosso per il caldo, con temperature massime che raggiungono i 36-37 gradi centigradi. La protezione civile regionale ha dichiarato il livello di preallerta per il rischio incendi, con una pericolosità media in tutte le province siciliane.
Il ministero della Salute ha stabilito che Palermo, insieme ad altre 26 città italiane, è in livello 3 di rischio per il caldo, il massimo previsto. Questo livello si riferisce a condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive, non solo sui sottogruppi a rischio come anziani, bambini molto piccoli e persone affette da malattie croniche.
Le previsioni per i prossimi giorni
Secondo i meteorologi, la situazione non migliorerà significativamente nei prossimi giorni. Franca Mangianti, presidente dell’Associazione Edmondo Bernacca Onlus, spiega che l’anticiclone africano resterà saldo sull’Italia almeno fino a domenica, portando con sé elevati tassi di umidità.
Tra domenica e lunedì, l’anticiclone subirà un parziale cedimento sul bordo settentrionale, con il Nord che sperimenterà un calo più visibile delle temperature e un aumento dell’instabilità temporalesca. Tuttavia, nelle regioni centro-meridionali, tra cui la Sicilia, si registrerà solo un leggero ridimensionamento dei picchi massimi, ma non un vero e proprio break rinfrescante.
Le cause del caldo persistente
La persistenza di questa ondata di calore è dovuta a una particolare configurazione dell’anticiclone africano, noto come blocco a omega. Questa struttura di alta pressione robusta e stazionaria, affiancata da due aree di bassa pressione ai suoi lati, sta letteralmente sbarrando la strada alle perturbazioni oceaniche.
Invece di scorrere da ovest verso est portando aria fresca e ventilazione, i fronti atlantici vengono deviati verso le alte latitudini nord-europee, lasciando il Mediterraneo esposto al costante richiamo di correnti calde provenienti dal Sahara. Questo fenomeno genera un effetto forno in cui l’aria, schiacciata verso il basso dai moti di subsidenza dell’alta pressione, si scalda ulteriormente per compressione.
Le proiezioni per Ferragosto
Secondo le proiezioni dei centri di calcolo e dei modelli fisico-matematici a medio e lungo termine, come l’europeo Ecmwf e lo statunitense Gfs, il ritorno a condizioni di vivibilità avverrà in modo non omogeneo sul territorio nazionale. Per le regioni centrali, meridionali e per le isole maggiori, la situazione resterà sostanzialmente bloccata fino a Ferragosto.
La vera rottura dell’estate, o quanto meno il rientro stabile delle temperature nelle medie della stagione, viene ipotizzata dalle proiezioni soltanto tra la seconda e la terza decade del mese. Tra il 18 e il 22 agosto, infatti, l’abbassamento di latitudine del flusso perturbato atlantico potrebbe scalzare definitivamente la massa d’aria calda, portando venti e piogge diffuse.
Le conseguenze del caldo estremo
Il caldo estremo sta avendo conseguenze significative sulla vita quotidiana a Palermo. Le strade si svuotano, le attività commerciali subiscono un calo di affluenza e i cittadini cercano rifugio nelle fontanelle pubbliche per rinfrescarsi.
Il rischio di incendi è elevato, con la protezione civile che ha emesso avvisi di preallerta per tutte le province siciliane. La situazione è critica, ma la speranza è che l’anticiclone africano allenti la sua morsa nei prossimi giorni, portando un po’ di sollievo alla città.



