Il tribunale di Caltanissetta ha appena concluso un’udienza decisiva nel processo Giustini e Maria Romeo, imputati per depistaggio e false dichiarazioni legate alla celebre pista nera della strage di Capaci. L’aula, presidio dal pubblico ministero Grasso, ha subito un’importante svolta: sono state rese pubbliche registrazioni audio e i relativi verbali dei colloqui investigativi del 2007, condotti dal pm della Procura nazionale antimafia Gianfranco Donadio.
Registrazioni e verbali: cosa è stato depositato
La Procura di Caltanissetta ha presentato al giudice i file audio del 5 giugno e del 6 luglio 2007, nei quali l’autista di Tullio Troìa, Alberto Lo Cicero, racconta di aver incrociato il terrorista Stefano Delle Chiaie sull’autostrada Punta Raisi-Palermo il 23 maggio 1992, giorno della strage. Nei resoconti Lo Cicero descrive il sospetto come un “uomo con una macchina blu” presente sul luogo prima dell’esplosione, sostenendo persino che Delle Chiaie avrebbe partecipato alla pianificazione dell’attacco. Parallelamente, è stato depositato il verbale del colloquio con la moglie di Lo Cicero, Maria Romeo, datato 10 maggio 2007, in cui lei ricorda un incontro tra Lo Cicero, il boss mafioso Mariano Tullio Troia e Delle Chiaie in una cava di Capaci.
Dettagli emersi dagli ascolti
Durante l’ascolto della traccia del 5 giugno, Lo Cicero afferma di aver “visto Delle Chiaie poco prima della strage, sul posto dove è stato piazzato l’explosivo”. Aggiunge inoltre che il terrorista stava “condottando i lavori di un sopralluogo” e che, in una telefonata intercettata, si parlava di un “grande lavoro a Palermo”. Tali dichiarazioni, se confermate, collegano direttamente la figura di Delle Chiaie a una fase avanzata della pianificazione dell’attacco contro Falcone e la sua scorta.
Dichiarazioni di Maria Romeo: la ricostruzione della notte di aprile-maggio 1992
Nel corso dell’interrogatorio tenutosi il 16 giugno 2026, Maria Romeo ha ricostruito un percorso diverso da quello finora noto. Ha raccontato che, verso la fine di aprile 1992, Alberto Lo Cicero si recò da Mariano Tullio Troia, dove fu introdotto a una cava dove erano presenti Giuseppe Sansale, Sergio Sacco e lo stesso Delle Chiaie. Secondo la sua testimonianza, Troia avrebbe confermato a Lo Cicero che “una cosa importante doveva accadere a Palermo”, senza fornire ulteriori dettagli, ma suggerendo la presenza di un grande ordine criminale. Romeo ha inoltre dichiarato di aver conosciuto Delle Chiaie già prima del 1989, di averlo rivisto nel 1991 insieme al fratello, e di aver sentito il terrorista parlare di “esplosivi da ritirare” da una cava di Capaci.
Il ruolo dell’avvocato Stefano Menicacci e del fratello Domenico
Le indagini hanno anche coinvolto l’avvocato di Delle Chiaie, Stefano Menicacci, ormai deceduto, e il suo autista, Domenico Romeo, fratello di Maria Romeo. La Procura ritiene che Menicacci abbia consigliato a Domenico di tacere sulla propria presenza in Sicilia in compagnia di Delle Chiaie e sul contatto con Licio Gelli, al fine di ostacolare le indagini sul rapporto tra mafia ed estrema destra. Queste accuse sono state formalizzate nella richiesta di rinvio a giudizio del 20 giugno 2024, poi accolta, descrivendo l’azione come “voluta per aiutare Cosa Nostra a bloccare le indagini”.
Richieste della Procura e prossimi passi giudiziari
Il pubblico ministero ha chiesto al tribunale di acquisire, ai sensi dell’art. 507 del codice di procedura penale, le trascrizioni complete, i verbali riassuntivi e le registrazioni audio dei colloqui di Lo Cicero e di Maria Romeo. Inoltre, ha richiesto la sentenza n. 212 del 2018 del Consiglio di Stato, relativa al dottor Gianfranco Donadio, nonché le note del Comitato provinciale dei Carabinieri di Palermo relative al periodo aprile-giugno 1992. La difesa di Giustini, rappresentata dall’avvocato Emilio Francesco Buttigieg, ha finora opposto minime resistenze, chiedendo però l’escussione di alcuni testimoni in sede di udienza, un punto ancora in discussione.
Il collegio giudicante ha fissato la prossima data udienza al 16 novembre, data in cui si prevede la discussione delle ultime richieste procedurali e, possibilmente, l’ammissione delle testimonianze audio. L’esito di questi passaggi potrà influenzare significativamente la ricostruzione della pista nera e, di conseguenza, la valutazione finale delle responsabilità di Giustini e Romeo nella torbida vicenda che ancora oggi alimenta il dibattito pubblico sulla strage di Capaci.



