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Dal cancro al seno al palcoscenico: il progetto Amazzone

Un percorso di trent’anni tra malattia, teatro e solidarietà che si fa scena a Milano e Palermo, con la danza al servizio della ricerca.

Dal cancro al seno al palcoscenico: il progetto Amazzone

Tre decenni di impegno si sono concretizzati in una rassegna artistica che attraversa l’Italia da Milano a Palermo. Il cuore del progetto è Amazzone, nato per dare voce alle donne che hanno affrontato il cancro al seno e trasformare quell’esperienza in una forma di teatro sociale.

La presentazione a Milano: un ponte tra medicina e spettacolo

Il Piccolo Teatro ha ospitato, lo scorso lunedì, la presentazione ufficiale di “Cancro-ribellione-cura”. Al podio erano presenti l’antropologa Anna Barbera e la drammaturga Lina Prosa, le ideatrici del progetto, che hanno dedicato una lettera a Giangiacomo Schiavi per sottolineare come il percorso personale si sia trasformato in un messaggio universale. Il loro discorso ha evidenziato che il valore non risiede nei numeri o nel profitto, ma nella vulnerabilità condivisa di chi vive la malattia.

Un omaggio a Gianni Bonadonna e alla tradizione oncologica italiana

Durante l’incontro è stato richiesto l’attenzione verso il profondo contributo dell’oncologo Gianni Bonadonna, figura chiave dell’Istituto dei Tumori di Milano. Dal 1970, Bonadonna ha sperimentato la chemioterapia adiuvante per il tumore al seno e il linfoma di Hodgkin, riducendo drasticamente la mortalità. Le sue parole – “davanti alla malattia non ci sono guerrieri sconfitti, ma persone che non meritano di perdere” – hanno fornito una cornice morale al progetto.

“Cancro-ribellione-cura”: dal 10 al 13 novembre a Palermo

L’evento principale si svolgerà a Palermo nei primi giorni di novembre, con una serie di incontri, performance e workshop dedicati al dialogo tra cultura e scienza. Le partecipanti saranno invitate a esplorare gli aspetti più oscuri della vita attraverso il teatro, senza cercare un finale definito, ma lasciando spazio a una continua costruzione di speranza e consapevolezza.

Veronica Redaelli: la neuro-oncologa che coreografa la solidarietà

Parallelamente alle attività di Amazzone, la dottoressa Veronica Redaelli, neuro-oncologa presso l’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, dirige la compagnia Besta on Stage. Il gruppo, composto da medici, infermieri, ricercatori e personale ospedaliero, crea musical per raccogliere fondi a sostegno di progetti sanitari internazionali.

Il balletto “Dream” per l’Africa

Il 15 novembre, al Teatro Cenacolo Francescano di Lecco, la compagnia presenterà “Dream”, uno spettacolo ispirato al cuore dell’Africa. In collaborazione con la scuola di danza Arte Danza di Lecco, l’evento mirerà a finanziare trattamenti per l’epilessia in Malawi e Mozambico. Redaelli descrive la danza come il miglior antistress per gestire la pressione emotiva della professione medica.

Un messaggio di continuità: arte, scienza e comunità

Il filo conduttore di entrambe le iniziative è la volontà di mantenere viva la memoria collettiva della malattia, ma anche di trasformarla in azione concreta. Il progetto Amazzone dimostra che il teatro può essere un laboratorio di cura, mentre le coreografie di Redaelli evidenziano come la musica e la danza possano diventare strumenti di solidarietà internazionale. Insieme, queste esperienze sottolineano che la guarigione non è solo un risultato medico, ma un percorso condiviso che nasce dall’incontro tra cultura, empatia e ricerca.

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