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Fermo regionale in Calabria: 15 presidi dei tir fino al 20 ottobre

Camionisti e agricoltori calabresi hanno organizzato una serie di presidi per chiedere sollievo dal caro carburante, coinvolgendo porti, autostrade e aree rurali.

Fermo regionale in Calabria: 15 presidi dei tir fino al 20 ottobre

Il fermo regionale indetto da Fedralog Calabria è iniziato venerdì 16 ottobre e si protrarrà fino a martedì 20 ottobre. L’iniziativa comprende quindici presidi distribuiti lungo l’intera regione, da nord a sud, e ha coinvolto contemporaneamente i settori dell’autotrasporto merci e dell’agricoltura.

Presidi dei tir: numeri, luoghi e dinamiche operative

Seconda giornata di protesta proclamata dalla Fedralog è stata convocata questa mattina presso la prefettura di Catanzaro, presieduta dal prefetto Clemente Di Nuzzo. Il coordinatore regionale Mario Pansini ha riferito all’ANSA di essere già in viaggio per l’incontro, aggiungendo: “Stiamo andando all’incontro e vedremo cosa ne uscirà”. I tir sono rimasti parcheggiati lungo la carreggiata per tutta la notte, occupando 15 punti calabresi tra cui il Porto di Gioia Tauro gli svincoli dell’Autostrada A2 e la Statale 106 a Corigliano-Rossano. Pur senza bloccare totalmente il traffico, la presenza dei veicoli ha causato ritardi e disagi per gli automobilisti.

Coinvolgimento degli agricoltori

Parallelamente, il Movimento Popolare Nazionale ha attivato quattro presidi fissi su richieste degli agricoltori: il porto di Gioia Tauro, l’area dell’aeroporto di Lamezia Terme, la rotonda dello Scalo di San Marco Argentano nel Cosentino, e i depositi di carburante di Vibo Marina. In più, alcuni agricoltori hanno scelto di schierarsi direttamente accanto ai camionisti, creando un fronte comune contro l’aumento dei costi operativi.

Le richieste e le reazioni delle istituzioni nazionali

Il vicepremier e ministro dei TrasportiMatteo Salvini ha anticipato la convocazione di un tavolo nazionale con gli autotrasportatori per il 20 ottobre, previsto presso la prefettura di Milano. L’Unatras aveva chiesto di anticipare l’incontro, rimandato dal 27 ottobre al MIT, per ottenere risposte concrete sul costo del gasolio. Salvini ha inoltre assicurato che, se il Ministero dell’Economia stanzerà almeno 80 milioni di euro, la situazione dovrebbe migliorare rapidamente.

Dichiarazioni di altri portavoce

L’Assotir ha condannato la “latitanza delle istituzioni”, sottolineando che la proteste nascono da una situazione di emergenza economica: “Stiamo messi male tutti, aziende e autisti, entrambi con il cappio al collo”. Dall’altro lato, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ricordato che manifestarsi è lecito, ma bloccare le strade per impedire la distribuzione dei prodotti è un reato. Lollobrigida ha confermato la volontà di trovare soluzioni attraverso il tavolo al MIT.

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