Il deputato regionale Ismaele La Vardera ha annunciato, tramite i propri canali social, che il livello di protezione a lui dedicato è stato innalzato. L’aggiornamento è stato effettuato su disposizione dell’Ufficio Centrale per la Sicurezza, a seguito di una comunicazione proveniente dal dirigente del reparto scorte.
Il provvedimento, adottato il 30 ottobre 2026 alle 12:12 a Palermo, è stato decretato dal comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica. La misura si colloca nel contesto di una serie di segnalazioni che il parlamentare ha avanzato negli ultimi due anni, relative a presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nei servizi di pulizia degli ospedali della città.
Scorta potenziata a Ismaele La Vardera a Palermo
Nel post, La Vardera ha citato la frase ricevuta dal suo ufficio: “Ho ricevuto la comunicazione dal dirigente del reparto scorte che ha proceduto all’innalzamento del livello di scorta”. Ha poi aggiunto che, contrariamente a quanto sperasse, la notizia non indica la cessazione della protezione, ma un suo ulteriore aumento. Il politico, ex Iena, ha sottolineato: “Non mi fate paura”, ribadendo la sua determinazione a proseguire il mandato conferitogli dai siciliani.
Denunce di infiltrazioni mafiose nei servizi ospedalieri
Le accuse di La Vardera riguardano in particolare le imprese che gestiscono la pulizia presso l’ospedale Villa Sofia-Cervello. Secondo le sue affermazioni, queste aziende sarebbero state coinvolte in condizionamenti mafiosi che avrebbero favorito l’assunzione di parenti di esponenti criminali. Le indagini sono state affidate alla Guardia di Finanza e al rapporto è stato trasmesso anche alla Commissione regionale Antimafia.
Il dibattito è già noto nella regione: l’anno precedente, La Vardera aveva denunciato il caso Mondello, e più recentemente era emerso il cosiddetto caso “ospedale Cervello”. Entrambe le vicende hanno avuto come filo conduttore la presunta presenza di reti mafiose legate a famiglie come i Genova, i Serio, i Seidita e i Nicolicchia. Il parlamentare ha dichiarato di aver “scoperto dei coperchi che per molti anni sono stati tenuti chiusi” e di aver “messo mano a matasse che non sono mai state sciolte”.
Reazioni politiche e sostegno istituzionale
Il rafforzamento della scorta ha suscitato numerosi messaggi di solidarietà. L’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, ha espresso profonda amarezza per la necessità di limitare la libertà personale di un rappresentante eletto, dichiarando: “Voglio rivolgere piena solidarietà a Ismaele e auspico che possa continuare il suo impegno con serenità”.
Anche il segretario nazionale di Progetto Civico Italia, Alessandro Onorato, ha pronunciato parole di sostegno, affermando che la lotta di La Vardera contro la mafia rappresenta una battaglia di tutti i cittadini e che il movimento “gli darà il massimo sostegno”.
Altri esponenti politici hanno sottolineato l’importanza di non lasciare solo un amministratore sotto pressione, chiedendo alle istituzioni di garantire una presenza costante e trasversale a prescindere dal colore politico.
Il caso evidenzia come le denunce di infiltrazioni mafiose possano avere ricadute concrete sulla sicurezza personale dei rappresentanti pubblici. La decisione del comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica di potenziare la scorta a La Vardera rimane un segnale di allerta per le autorità regionali, mentre le indagini della Guardia di Finanza continuano a verificare la veridicità delle accuse presentate.



