Palermo si prepara a commemorare un eroe locale, Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia 35 anni fa per aver avuto il coraggio di dire no al pizzo. La città si unisce per ricordare il suo esempio di resistenza e legalità, un messaggio che risuona ancora oggi.
In occasione del 35° anniversario della sua morte, l’associazione Addiopizzo ha affisso decine di striscioni in vari quartieri di Palermo, tra cui San Lorenzo, Sferracavallo e Barcarello, luoghi dove le intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti sono ancora frequenti. Gli striscioni recano il messaggio: “Un popolo che non paga il pizzo è un popolo libero”, un omaggio all’eredità di Grassi.
L’eredità di Libero Grassi e la lotta contro il racket
Libero Grassi è stato un simbolo di coraggio e resistenza contro la mafia. La sua scelta di denunciare pubblicamente le estorsioni ha ispirato molti, ma la lotta contro il racket è ancora in corso. “La recente recrudescenza di intimidazioni e richieste estorsive registrata nelle borgate palermitane di San Lorenzo, Tommaso Natale e Sferracavallo conferma quanto il fenomeno resti ancora insidioso, presente e diffuso”, afferma l’associazione Addiopizzo.
Nonostante le difficoltà, ci sono segni di speranza. Alcuni commercianti hanno trovato il coraggio di denunciare le estorsioni, con il supporto di Addiopizzo e delle forze dell’ordine. “L’escalation di danneggiamenti, minacce ed estorsioni che negli ultimi mesi ha colpito numerosi commercianti ha generato preoccupazione e disorientamento”, aggiungono dall’associazione, ma “ha trovato una risposta da parte dei magistrati e delle forze di polizia”.
Le commemorazioni e i messaggi delle istituzioni
La cerimonia di commemorazione si è svolta in via Vittorio Alfieri, dove Grassi fu ucciso. I figli Alice e Davide hanno dipinto di rosso il marciapiede e affisso un manifesto scritto a mano, come ogni anno. “Il 29 agosto 1991 è stato assassinato Libero Grassi, imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omertà dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti, dall’assenza dello Stato”, si legge sul manifesto.
Alla cerimonia erano presenti numerose personalità, tra cui il prefetto di Palermo Massimo Mariani, l’assessore regionale Nuccia Albano, il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e il sindaco Roberto Lagalla. “Oggi palermo ricorda Libero Grassi, l’imprenditore che il 29 agosto del 1991 fu assassinato dalla mafia per avere avuto il coraggio di dire no al pizzo e di denunciare pubblicamente chi pretendeva di imporre alla sua impresa il ricatto mafioso”, ha dichiarato il sindaco Lagalla.
Le parole dei figli di Libero Grassi
Alice Grassi ha sottolineato la situazione pesante nelle zone di San Lorenzo, Tommaso Natale e Sferracavallo, ma ha anche notato un aumento delle denunce. “C’è chi inizia a denunciare il racket delle estorsioni”, ha detto, aggiungendo che “la testimonianza di mio padre un po’ è servita”. Tuttavia, ha evidenziato la necessità di un controllo più efficace sul territorio.
Davide Grassi ha espresso preoccupazione per la violenza crescente e la disponibilità di giovani a commettere atti criminali. “Vedo una città sicuramente più violenta, non so se anche più mafiosa”, ha dichiarato. Ha anche sottolineato l’importanza del supporto delle persone ai commercianti che non pagano il pizzo.
Il messaggio del ministro Piantedosi e il progetto del parco
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato: “Sono trascorsi 35 anni dall’attentato di via Alfieri a Palermo, ma il nostro debito di riconoscenza verso Libero Grassi resta immutato”. Ha sottolineato l’importanza del suo esempio e l’impegno del governo nel contrastare la criminalità organizzata.
Alice Grassi ha parlato anche del progetto del Comune per un parco intitolato al padre nella costa orientale della città. “Stanno facendo l’ennesima revisione del progetto perché il ciclone Harry ha eroso un grosso pezzo della costa e servono nuove opere che non erano previste”, ha spiegato, aggiungendo che il progetto è pronto ma mancano i fondi.



