Il Mercato alla Voce – Dal mare alla tavola approda a Marina di Palma nei giorni 30 e 31 ottobre, trasformando il lungomare Todaro in un palcoscenico di tradizione, scienza e sostenibilità. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale di Palma di Montechiaro e finanziata con 29.821 euro dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, è il risultato di un lavoro congiunto con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”.
Il progetto vuole dare nuova linfa alla vendita narrata, antica forma di mercato marinaro che risale al 1637, quando i Tomasi di Lampedusa concessero la prima licenza alla flotta di Marina di Palma. Tra i suoni tipici dell’abbanniata du pisci e le storie dei pescatori, i visitatori potranno scoprire il valore nutrizionale e la sostenibilità del cosiddetto “pesce povero”.
Programma e attività principali
Sabato 30 ottobre la giornata si apre alle ore 10:30 sulla Spiaggia delle Barchette con una lezione di educazione ambientale per le scuole, culminante nel rilascio in mare di una Caretta caretta. Nel pomeriggio, alle 17:00, il Palazzo Ducale ospita un convegno istituzionale guidato dalla Prof.ssa Francesca Di Gaudio, Direttore Generale dell’IZS Sicilia, dove si discute di One Health e Blue Economy applicati al territorio costiero.
Dimostrazioni e cucina
Il lungomare Todaro diventa il luogo dove l’IZS installa uno stand informativo per spiegare le caratteristiche biologiche delle specie ittiche locali, la loro tracciabilità e le corrette tecniche di pulizia, conservazione e cottura. Parallelamente, chef di Palma di Montechiaro propongono un show cooking dedicato al “pesce povero”: tombarelli e lampughe, pescati da una piccola flotta di dieci imbarcazioni, vengono trasformati in piatti premiati da una giuria di esperti.
Obiettivi scientifici e culturali
Il ruolo centrale dell’Istituto è quello di fornire informazione scientifica e educazione alimentare, affiancando pescatori e ristoratori per garantire scelte consapevoli. La sicurezza alimentare non è vista solo come controllo, ma come cultura condivisa: conoscere la provenienza del pescato, la sua qualità e le ricette tradizionali permette una tutela più efficace del patrimonio marino.
In chiusura, sempre il 31 ottobre, alle ore 11:00, ritorna la storica battitura, pratica documentata dal 1637, che vede pescatori raccontare le specie catturate, le tecniche di pesca e le ricette tipiche. L’attività, focalizzata sui cefalopodi, rappresenta il legame vivo tra identità locale e gestione responsabile del mare, consolidando il messaggio che la salute del cittadino, la protezione dell’ambiente e lo sviluppo economico costiero possono avanzare insieme.



